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Raffaello SanzioRaphael
Urbino 1483 - Roma 5 aprile 1520 Sepolto a Roma nel PantheonUrbino 1483 - Rome 5 April 1520 Buried in Rome in the Pantheon

Raffaello, Autoritratto, 1504 ca., Galleria degli Uffizi, FirenzeRaphael, Self-portrait, 1504 ca., Galleria degli Uffizi, Florence

Pittore e architetto, figlio di Giovanni Santi, Raffaello poté ricevere dal padre, morto nel 1494, un primo indirizzo alla pittura. Grande importanza ebbero per la sua formazione artistica le suggestioni artistico-letterarie della corte urbinate, dove nella seconda metà del Quattrocento avevano lavorato L. Laurana, Francesco Di Giorgio Martini e Piero della Francesca. Il sistematico apprendistato di Raffaello ebbe luogo nella bottega del Perugino dove ebbe modo di riscoprire, attraverso le raffinate variazioni del maestro, la rigorosa articolazione spaziale e il monumentale ordine compositivo di Piero della Francesca. Nel 1504 Raffaello dipinse per la chiesa di San Francesco a Città di Castello lo Sposalizio della Vergine (Milano, Brera) dove, superati i modelli del Perugino, raggiunge la piena consapevolezza della costruzione spaziale, di ascendenza pierfrancescana, ottenuta grazie al sapiente uso della prospettiva lineare, unita a una più salda volumetria delle figure disposte non più orizzontalmente su un unico piano ma con andamento curvilineo. Nell'autunno del 1504 si trasferì a Firenze e, per quattro anni, pur mantenendo saldi i contatti con gli ambienti da cui proveniva, si dedicò a studiare e ad aggiornare il proprio linguaggio sugli esempî di Leonardo, Michelangelo e di fra Bartolomeo, non trascurando però di risalire alle origini del movimento rinascimentale fiorentino. Vanno probabilmente datati ai primi mesi del soggiorno a Firenze il dittico formato dal Sogno del cavaliere (Londra, National Gallery) e dalle Tre Grazie (Chantilly, Musée Condé), da altri datato agli anni 1502-03, e la Madonna Conestabile (San Pietroburgo, Ermitage), dipinti di piccolo formato in cui l'apparente semplicità della struttura spaziale è invece frutto di delicati equilibri ritmici e compositivi. Negli anni successivi Raffaello si dedicò con particolare attenzione a sviluppare il tema iconografico della "Madonna con Bambino" e della "Sacra Famiglia": Madonna del Granduca (1504 circa, Firenze, palazzo Pitti); Piccola Madonna Cowper (1504-05, Washington, National Gallery of Art); Madonna del Belvedere (1506, Vienna, Kunsthistorisches Museum); Madonna del cardellino (1507 circa, Uffizi); Sacra Famiglia Canigiani e Madonna Tempi (1507-08 e 1508, entrambe Monaco, Alte Pinakothek); ecc. Al termine di questo percorso il rigoroso impianto spaziale delle opere giovanili si è trasformato in una nuova naturalezza di ritmi e di colori, dovuti in particolare allo studio delle opere di Leonardo; le immagini sacre, idealizzate, raggiungono un supremo equilibrio che tende a un'assoluta perfezione formale. Evidenti motivi leonardeschi si colgono anche in alcuni ritratti nei quali l'artista si propone di dare al personaggio raffigurato, dalla salda impostazione prevalentemente di tre quarti, una grande naturalezza di espressione e una concretezza storica: Dama con liocorno (1505-06, Roma, galleria Borghese); Ritratto di Agnolo Doni, Ritratto di Maddalena Doni (1506, Firenze, palazzo Pitti); Ritratto di donna, detto La muta (1507, Urbino, Galleria nazionale delle Marche); ecc. In alcune opere, dipinte per chiese perugine è più evidente l'influsso dell'arte di fra Bartolomeo che, sovrapponendosi alle iniziali componenti peruginesche, permette a R. di rinnovare completamente la struttura quattrocentesca della pala d'altare e, seguendo un'ideale classico di perfezione formale, di raggiungere una compostezza e un equilibrio monumentali: Pala Colonna (1503-05 circa, lunetta e scomparto centrale a New York, Metropolitan Museum); Pala Ansidei (1504-06, scomparto centrale a Londra, National Gallery); Trasporto di Cristo (1507, Roma, galleria Borghese). La Madonna del baldacchino (1507-08, Firenze, palazzo Pitti), lasciata incompiuta per andare a Roma, rivela già nel nuovo rapporto stabilito su scala monumentale tra figure e ambiente architettonico quella pienezza e articolazione compositiva che troverà la massima attuazione nei grandi cicli del periodo romano. Raffaello si trasferì a Roma alla fine del 1508 chiamato da Giulio II per partecipare, insieme ad altri artisti, alla decorazione delle Stanze vaticane; ben presto però il papa, entusiasta delle prime prove del pittore, gli affidò l'esecuzione dell'intera impresa. Per prima fu affrescata la stanza detta della Segnatura (1508-11): motivo iconografico dominante è l'esaltazione delle idee del vero, del bene e del bello. Del vero, nei due aspetti di verità rivelata, nella teologia (Disputa del Sacramento), e di verità naturale o razionale, nella filosofia (Scuola di Atene); del bene, nelle Virtù cardinali e teologali e nella legge (Gregorio IX approva le decretali, Triboriano consegna le pandette a Giustiniano); del bello rappresentato dalla Poesia (Parnaso); sulla volta, come sollevate in una "sfera delle idee", appaiono le personificazioni dei principî del vero (rivelato e razionale), del bene e del bello. L'estrema semplicità compositiva è determinante ai fini dell'immediato manifestarsi del valore simbolico delle raffigurazioni; la costruzione dello spazio si fa più complessa grazie all'ideazione di imponenti architetture, umane nella Disputa, reali nella Scuola di Atene, dove il "Tempio della sapienza" si ispira ai progetti di Bramante per il nuovo S. Pietro. Contemporaneamente ai lavori vaticani eseguì altre importanti opere: Ritratto di cardinale (1510-11, Madrid, Prado); Madonna d'Alba (1511, Washington, National Gallery of Art); Trionfo di Galatea (1511, Roma, villa di Agostino Chigi, detta Farnesina); Profeta Isaia (1511-12, Roma, S. Agostino), ispirato agli affreschi michelangioleschi della Sistina; Madonna di Foligno (1511-12, Pinacoteca Vaticana). Negli affreschi della seconda stanza, detta di Eliodoro (1511-14) al tono di serena meditazione intellettuale della stanza della Segnatura si sostituisce il tema storico dell'intervento divino in favore della Chiesa (un chiaro riferimento storico al pontificato di Giulio II): anche il linguaggio pittorico si fa più concitato e mosso, ricco di effetti luministici più adatti a rappresentare eventi drammatici (Cacciata di Eliodoro dal Tempio; Liberazione di s. Pietro, dal bellissimo "notturno"); più equilibrati gli episodî della Messa di Bolsena, dove la straordinaria ricchezza cromatica va messa in relazione ai nuovi apporti della pittura veneta (Sebastiano del Piombo, L. Lotto) e dell'Incontro di Attila e Leone Magno. Nel frattempo Raffaello aveva proseguito i suoi studî volti al rinnovamento della pala d'altare, giungendo a soluzioni moderne e originali nella Madonna Sistina (1513-14, Dresda, Gemäldegalerie) e soprattutto nella Santa Cecilia (1514, Bologna, Pinacoteca Nazionale) dove l'estasi della santa diviene il tema unico della sacra rappresentazione. Altre opere notevoli di questi anni sono gli affreschi con Sibille e angeli (1514, Roma, S. Maria della Pace), la Madonna della seggiola (1514, Firenze, palazzo Pitti) e il Ritratto di Baldassar Castiglione (1514-15, Louvre) in cui si fa evidente la tendenza di R. a ricreare e svelare attraverso l'immagine dipinta il carattere "morale" del personaggio ritratto. A Giulio II era intanto succeduto Leone X (1513) e ben presto si spensero le aspirazioni politiche maturate durante il papato precedente: il nuovo papa infatti più che all'azione era incline a circondarsi di una corte dotta e fastosa e a suscitare una cultura di tono apertamente erudito e classicheggiante. Facendosi interprete di questa tendenza della corte papale R., sintetizzando tutte le esperienze artistiche quattrocentesche, tese con sempre maggiore consapevolezza alla creazione di un nuovo linguaggio artistico basato sul fondamento di una rinnovata classicità. In questi anni si assiste a una attività frenetica, a una continua creazione di idee e soluzioni nuovissime. Convinto della superiorità della "ideazione" (a testimonianza della quale restano una grande quantità di disegni, di altissima qualità) rispetto alla reale esecuzione dell'opera, R. abbandonò quasi interamente alla sua scuola la realizzazione pratica delle opere che gli venivano richieste sempre più abbondantemente. La terza stanza degli appartamenti vaticani, detta dell'incendio di Borgo, di intonazione scopertamente encomiastica, fu infatti eseguita in gran parte dagli aiuti (1514-17; la quarta sala, detta di Costantino, venne interamente eseguita dopo la morte di R. dalla sua bottega, 1520-24). Negli stessi anni R. si dedicò con maggiore partecipazione alla realizzazione dei cartoni per gli arazzi della Sistina, raffiguranti episodî degli Atti degli apostoli (1514-15 circa, Londra, Victoria and Albert Museum; gli arazzi furono esposti nella Cappella Sistina il 26 dic. 1519). Ma, a partire dal 1514, la sua attività fu soprattutto assorbita dai lavori di architettura, dagli studî sull'antichità e dalla creazione di un nuovo tipo di decorazione a fresco e a stucco, ispirato a esempî antichi (per es., la decorazione della Domus Aurea), i cui risultati straordinarî, importantissimi per la futura decorazione di ambienti, possono ammirarsi negli affreschi, eseguiti dalla bottega, della "stufetta" del cardinale Bibbiena (1516, Palazzi Vaticani), della Loggia di Psiche (1517, Roma, villa Chigi), delle Logge e della Loggetta vaticane (1518-19). L'attività architettonica di R. era probabilmente iniziata con la costruzione delle stalle per la villa del banchiere A. Chigi (1511-14, distrutte). Nel 1513 erano iniziati i lavori per la cappella Chigi in S. Maria del Popolo, interamente progettata da R. (la decorazione fu completata nel 1516 con i mosaici eseguiti da Luigi de Pace da Venezia su disegni di R.). Alla morte di Bramante, nel 1514, R. era stato nominato architetto della Fabbrica di S. Pietro, incarico che per circa un anno divise con fra Giocondo e Giuliano da Sangallo: rimasto solo alla direzione dei lavori progettò la trasformazione della pianta centrale bramantesca in pianta basilicale, forse per venire incontro a necessità liturgiche. Nel 1516 iniziarono i lavori per l'edificazione di S. Eligio degli orefici, la cui attribuzione a Raffaello è ancora discussa. In seguito furono progettati il palazzo Branconio dell'Aquila (1517-20; distrutto nel 17° sec.) e villa Madama, il cui progetto originale, solo in parte realizzato e in tempi successivi, rivela in pieno la genialità dell'idea raffaellesca, anticipatrice di soluzioni architettoniche tardocinquecentesche. L'idea grandiosa, non portata a termine a causa della morte precoce, di rilevare la pianta di Roma antica nacque probabilmente alla fine del 1517; a tale scopo R. elaborò un sistema di disegno architettonico in proiezione ortogonale, per pianta, alzato e spaccato, grazie al quale si proponeva di rilevare gli edifici antichi della città, metodo che espose compiutamente in una famosa lettera a Leone X (1519; redatta da B. Castiglione). Tra le ultime opere pittoriche, autografe, si possono ricordare: la Visione di Ezechiele (1518, Firenze, palazzo Pitti); il Ritratto di Leone X con due cardinali (1518-19, Uffizi); il Ritratto di giovane donna, detta la Fornarina (1518-19, Roma, Galleria Nazionale d'arte antica); la Trasfigurazione (1518-20, Pinacoteca Vaticana), in cui il carattere spettacolare e drammatico, la novità e l'originalità dell'invenzione, saranno spunto insostituibile e fondamentale per numerosi pittori delle generazioni seguenti. Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/raffaello-sanzio/

Raphael, Italian in full Raffaello Sanzio or Raffaello Santi, (born April 6, 1483, Urbino, Duchy of Urbino [Italy]—died April 6, 1520, Rome, Papal States [Italy]), master painter and architect of the Italian High Renaissance. Raphael is best known for his Madonnas and for his large figure compositions in the Vatican. His work is admired for its clarity of form and ease of composition and for its visual achievement of the Neoplatonic ideal of human grandeur. Raphael was the son of Giovanni Santi and Magia di Battista Ciarla; his mother died in 1491. His father was, according to the 16th-century artist and biographer Giorgio Vasari, a painter “of no great merit.” He was, however, a man of culture who was in constant contact with the advanced artistic ideas current at the court of Urbino. He gave his son his first instruction in painting, and, before his death in 1494, when Raphael was 11, he had introduced the boy to humanistic philosophy at the court. Urbino had become a centre of culture during the rule of Duke Federico da Montefeltro, who encouraged the arts and attracted the visits of men of outstanding talent, including Donato Bramante, Piero della Francesca, and Leon Battista Alberti, to his court. Although Raphael would be influenced by major artists in Florence and Rome, Urbino constituted the basis for all his subsequent learning. Furthermore, the cultural vitality of the city probably stimulated the exceptional precociousness of the young artist, who, even at the beginning of the 16th century, when he was scarcely 17 years old, already displayed an extraordinary talent.

The date of Raphael’s arrival in Perugia is not known, but several scholars place it in 1495. The first record of Raphael’s activity as a painter is found there in a document of December 10, 1500, declaring that the young painter, by then called a “master,” was commissioned to help paint an altarpiece to be completed by September 13, 1502. It is clear from this that Raphael had already given proof of his mastery, so much so that between 1501 and 1503 he received a rather important commission—to paint the Coronation of the Virgin for the Oddi Chapel in the church of San Francesco, Perugia (and now in the Vatican). The great Umbrian master Pietro Perugino was executing the frescoes in the Collegio del Cambio at Perugia between 1498 and 1500, enabling Raphael, as a member of his workshop, to acquire extensive professional knowledge. In addition to this practical instruction, Perugino’s calmly exquisite style also influenced Raphael. The Giving of the Keys to St. Peter, painted in 1481–82 by Perugino for the Sistine Chapel of the Vatican palace, inspired Raphael’s first major work, The Marriage of the Virgin (1504). Perugino’s influence is seen in the emphasis on perspectives, in the graded relationships between the figures and the architecture, and in the lyrical sweetness of the figures. Nevertheless, even in this early painting, it is clear that Raphael’s sensibility was different from his teacher’s. The disposition of the figures is less rigidly related to the architecture, and the disposition of each figure in relation to the others is more informal and animated. The sweetness of the figures and the gentle relation between them surpasses anything in Perugino’s work. Three small paintings done by Raphael shortly after The Marriage of the VirginVision of a KnightThree Graces, and St. Michael—are masterful examples of narrative painting, showing, as well as youthful freshness, a maturing ability to control the elements of his own style. Although he had learned much from Perugino, Raphael by late 1504 needed other models to work from; it is clear that his desire for knowledge was driving him to look beyond Perugia.

Vasari vaguely recounts that Raphael followed the Perugian painter Bernardino Pinturicchio to Siena and then went on to Florence, drawn there by accounts of the work that Leonardo da Vinci and Michelangelo were undertaking in that city. By the autumn of 1504 Raphael had certainly arrived in Florence. It is not known if this was his first visit to Florence, but, as his works attest, it was about 1504 that he first came into substantial contact with this artistic civilization, which reinforced all the ideas he had already acquired and also opened to him new and broader horizons. Vasari records that he studied not only the works of Leonardo, Michelangelo, and Fra Bartolommeo, who were the masters of the High Renaissance, but also “the old things of Masaccio,” a pioneer of the naturalism that marked the departure of the early Renaissance from the Gothic. Still, his principal teachers in Florence were Leonardo and Michelangelo. Many of the works that Raphael executed in the years between 1505 and 1507, most notably a great series of Madonnas including The Madonna of the Goldfinch (c. 1505), the Madonna del Prato (c. 1505), the Esterházy Madonna (c. 1505–07), and La Belle Jardinière (c. 1507), are marked by the influence of Leonardo, who since 1480 had been making great innovations in painting. Raphael was particularly influenced by Leonardo’s Madonnaand Child with St. Anne pictures, which are marked by an intimacy and simplicity of setting uncommon in 15th-century art. Raphael learned the Florentine method of building up his composition in depth with pyramidal figure masses; the figures are grouped as a single unit, but each retains its own individuality and shape. A new unity of composition and suppression of inessentials distinguishes the works he painted in Florence. Raphael also owed much to Leonardo’s lighting techniques; he made moderate use of Leonardo’s chiaroscuro (i.e., strong contrast between light and dark), and he was especially influenced by his sfumato (i.e., use of extremely fine, soft shading instead of line to delineate forms and features). Raphael went beyond Leonardo, however, in creating new figure types whose round, gentle faces reveal uncomplicated and typically human sentiments but raised to a sublime perfection and serenity. In 1507 Raphael was commissioned to paint the Deposition of Christ. In this work it is obvious that Raphael set himself deliberately to learn from Michelangelo the expressive possibilities of human anatomy. But Raphael differed from Leonardo and Michelangelo, who were both painters of dark intensity and excitement, in that he wished to develop a calmer and more-extroverted style that would serve as a popular, universally accessible form of visual communication.

Raphael was called to Rome toward the end of 1508 by Pope Julius II at the suggestion of the architect Donato Bramante. At this time Raphael was little known in Rome, but the young man soon made a deep impression on the volatile Julius and the papal court, and his authority as a master grew day by day. Raphael was endowed with a handsome appearance and great personal charm in addition to his prodigious artistic talents, and he eventually became so popular that he was called “the prince of painters.” Raphael spent the last 12 years of his short life in Rome. They were years of feverish activity and successive masterpieces. His first task in the city was to paint a cycle of frescoes in a suite of medium-sized rooms in the Vatican papal apartments in which Julius himself lived and worked; these rooms are known simply as the Stanze. The Stanza della Segnatura (1508–11) and Stanza d’Eliodoro (1512–14) were decorated practically entirely by Raphael himself; the frescoes in the Stanza dell’Incendio (1514–17), though designed by Raphael, were largely executed by his numerous assistants and pupils. The decoration of the Stanza della Segnatura was perhaps Raphael’s greatest work. Julius II was a highly cultured man who surrounded himself with the most illustrious personalities of the Renaissance. He entrusted Bramante with the construction of a new basilica of St. Peter to replace the original 4th-century church; he called upon Michelangelo to execute his tomb and compelled him against his will to decorate the ceiling of the Sistine Chapel; and, sensing the genius of Raphael, he committed into his hands the interpretation of the philosophical scheme of the frescoes in the Stanza della Segnatura. This theme was the historical justification of the power of the Roman Catholic Church through Neoplatonic philosophy. The four main walls in the Stanza della Segnatura are occupied by the frescoes Disputaand the School of Athens on the larger walls and the Parnassus and Cardinal Virtues on the smaller walls. The two most important of these frescoes are the Disputa and the School of Athens. The Disputa, showing a celestial vision of God and his prophets and apostles above a gathering of representatives, past and present, of the Roman Catholic Church, equates through its iconography the triumph of the church and the triumph of truth. The School of Athens is a complex allegory of secular knowledge, or philosophy, showing Plato and Aristotle surrounded by philosophers, past and present, in a splendid architectural setting; it illustrates the historical continuity of Platonic thought. The School of Athens is perhaps the most famous of all Raphael’s frescoes, and one of the culminating artworks of the High Renaissance. Here Raphael fills an ordered and stable space with figures in a rich variety of poses and gestures, which he controls in order to make one group of figures lead to the next in an interweaving and interlocking pattern, bringing the eye to the central figures of Plato and Aristotle at the converging point of the perspectival space. The space in which the philosophers congregate is defined by the pilasters and barrel vaults of a great basilica that is based on Bramante’s design for the new St. Peter’s in Rome. The general effect of the fresco is one of majestic calm, clarity, and equilibrium. About the same time, probably in 1511, Raphael painted a more secular subject, the Triumph of Galatea, in the Villa Farnesina in Rome; this work was perhaps the High Renaissance’s most successful evocation of the living spirit of Classical antiquity. Meanwhile, Raphael’s decoration of the papal apartments continued after the death of Julius in 1513 and into the succeeding pontificate of Leo X until 1517. In contrast to the generalized allegories in the Stanza della Segnatura, the decorations in the second room, the Stanza d’Eliodoro, portray specific miraculous events in the history of the Christian church. The four principal subjects are The Expulsion of Heliodorus from the TempleThe Mass at BolsenaThe Liberation of St. Peter, and Leo I Halting Attila. These frescoes are deeper and richer in colour than are those in the earlier room, and they display a new boldness on Raphael’s part in both their dramatic subjects and their unusual effects of light. The Liberation of St. Peter, for example, is a night scene and contains three separate lighting effects—moonlight, the torch carried by a soldier, and the supernatural light emanating from an angel. Raphael delegated his assistants to decorate the third room, the Stanze dell’Incendio, with the exception of one fresco, the Fire in the Borgo, in which his pursuit of more dramatic pictorial incidents and his continuing study of the male nude are plainly apparent. The Madonnas that Raphael painted in Rome show him turning away from the serenity and gentleness of his earlier works in order to emphasize qualities of energetic movement and grandeur. His Alba Madonna (1508) epitomizes the serene sweetness of the Florentine Madonnas but shows a new maturity of emotional expression and supreme technical sophistication in the poses of the figures. It was followed by the Madonna di Foligno (1510) and the Sistine Madonna (1513), which show both the richness of colour and the new boldness in compositional invention typical of Raphael’s Roman period. Some of his other late Madonnas, such as the Madonna of Francis I, are remarkable for their polished elegance. Besides his other accomplishments, Raphael became the most important portraitist in Rome during the first two decades of the 16th century. He introduced new types of presentation and new psychological situations for his sitters, as seen in the portrait of Leo X with Two Cardinals (1517–19). Raphael’s finest work in the genre is perhaps the Portrait of Baldassare Castiglione (1516), a brilliant and arresting character study. Leo X commissioned Raphael to design 10 large tapestries to hang on the walls of the Sistine Chapel. Seven of the 10 cartoons (full-size preparatory drawings) were completed by 1516, and the tapestries woven after them were hung in place in the chapel by 1519. Those cartoons represent Christ’s Charge to PeterThe Miraculous Draught of FishesThe Death of AnaniasThe Healing of the Lame ManThe Blinding of ElymasThe Sacrifice at Lystra, and St. Paul Preaching at Athens. In these pictures Raphael created prototypes that would influence the European tradition of narrative history painting for centuries to come. The cartoons display Raphael’s keen sense of drama, his use of gestures and facial expressions to portray emotion, and his incorporation of credible physical settings from both the natural world and that of ancient Roman architecture. While he was at work in the Stanza della Segnatura, Raphael also did his first architectural work, designing the church of Sant’Eligio degli Orefici. In 1513 the banker Agostino Chigi, whose Villa Farnesina Raphael had already decorated, commissioned him to design and decorate his funerary chapel in the church of Santa Maria del Popolo. In 1514 Leo X chose him to work on the basilica of St. Peter’s alongside Bramante; when Bramante died later that year, Raphael assumed the direction of the work, transforming the plans of the church from a Greek, or radial, to a Latin, or longitudinal, design. Raphael was also a keen student of archaeology and of ancient Greco-Roman sculpture, echoes of which are apparent in his paintings of the human figure during the Roman period. In 1515 Leo X put him in charge of the supervision of the preservation of marbles bearing valuable Latin inscriptions; two years later he was appointed commissioner of antiquities for the city, and he drew up an archaeological map of Rome. Raphael had by this time been put in charge of virtually all of the papacy’s various artistic projects in Rome, involving architecture, paintings and decoration, and the preservation of antiquities. Raphael’s last masterpiece is the Transfiguration (commissioned by Giulio Cardinal de’ Medici in 1517), an enormous altarpiece that was unfinished at his death and completed by his assistant Giulio Romano. The Transfiguration is a complex work that combines extreme formal polish and elegance of execution with an atmosphere of tension and violence communicated by the agitated gestures of closely crowded groups of figures. It shows a new sensibility that is like the prevision of a new world, turbulent and dynamic; in its feeling and composition it inaugurated the Mannerist movement and tends toward an expression that may even be called Baroque.

Raphael died on his 37th birthday. His funeral mass was celebrated at the Vatican, his Transfiguration was placed at the head of the bier, and his body was buried in the Pantheon in Rome.

https://www.britannica.com/biography/Raphael-Italian-painter-and-architect




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