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Raffaello SanzioRaphaelRaffaello Sanzio
Urbino 1483 - Roma 5 aprile 1520 Sepolto a Roma nel PantheonUrbino 1483 - Rome 5 April 1520 Buried in Rome in the Pantheon

Raffaello, Autoritratto, 1504 ca., Galleria degli Uffizi, FirenzeRaphael, Self-portrait, 1504 ca., Galleria degli Uffizi, Florence

Raffaello nacque a Urbino "l'anno 1483, in venerdì santo (28 marzo) da un tale Giovanni de' Santi, pittore non meno eccellente, ma sì bene uomo di buono ingegno", secondo la testimonianza del Vasari. Nelle sale del Palazzo Ducale, cui aveva accesso col padre, poté studiare le opere di grandi maestri da Piero della Francesca a Luciano Laurana, a Antonio del Pollaiolo. Proprio da Giovanni, proprietario di una fiorente bottega, che Raffaello ereditò, apprese le nozioni di base, tra cui anche la tecnica dell'affresco. Una delle prime opere a lui attribuite è infatti la Madonna di Casa Santi, delicata pittura murale nella dimora di famiglia. Entrò poi nella bottega del Perugino e si riconosce  la sua mano nella Natività della Madonna nella predella della Pala di Santa Maria Nuova a Fano (1497) e in alcune figure degli affreschi del Collegio del Cambio a Perugia (dal 1498). Nel 1499 ricevette la prima commissione indipendente: lo stendardo devozionale della Santissima Trinità per una confraternita di Città di Castello, dono votivo per la fine di una pestilenza. Il 10 dicembre 1500 con Evangelista da Pian di Meleto, ottenne dalle monache agostiniane l'incarico per la Pala del beato Nicola da Tolentino, terminata il 13 settembre 1501, dispersa in vari musei dopo esser stata smembrata a seguito del terremoto nel 1789. A Città di Castello l'artista lasciò almeno altre due opere di rilievo, la Crocifissione Gavari (Londra, National Gallery) e lo Sposalizio della Vergine (Milano, Brera), datato 1504, già conservato nella cappella Albizzini della chiesa di San Francesco, ispirato a una pala che il Perugino stava dipingendo per il Duomo di Perugia, che dimostra l'affrancamento dal maestro. Nella sola Perugia, negli anni tra il 1501 e il 1505, gli vennero commissionate ben tre pale d'altare: la Pala Colonna, (New York, Metropolitan Museum) per la chiesa delle monache di Sant'Antonio (1503), che ebbe una lunga elaborazione visibile nelle differenze tra la lunetta ancora «umbra» e il gruppo «fiorentino» della tavola centrale, la Pala degli Oddi (Pinacoteca Vaticana) per San Francesco al Prato e un' Assunzione della Vergine per le clarisse di Monteluce mai portata a termine. Nella Resurrezione (San Paolo del Brasile, Museo d'arte) Roberto Longhi lesse influssi di Pinturicchio nel paesaggio, nella decorazione del sarcofago e nella preziosità delle vesti. Verso il 1503 l'artista dovette intraprendere una serie di brevi viaggi nelle città umbre, fermandosi poi a Firenze, Roma e Siena, determinanti per la sua formazione. A Firenze riuscì a garantirsi commissioni da alcuni facoltosi cittadini come Lorenzo Nasi, per il quale dipinse la Madonna del Cardellino (Firenze, Uffizi) simbolo della passione di Cristo e suo cognato Domenico Canigiani che gli commissionò la Sacra Famiglia (Monaco, Alte Pinakothek), dalla composizione piramidale di ascendenza leonardesca. Per i Tempi dipinse una scultorea Madonna (Monaco, Alte Pinakothek)  ispirata a Donatello, mentre per Taddeo Taddei eseguì la Madonna del Belvedere (o Madonna del Prato) datata 1506 (Vienna, Kunsthistorisches Museum), dove mostra di aver meditato sul rapporto affettuoso tra madre e figlio, reso con tenerezza e velata malinconia. Al periodo fiorentino appartengono anche alcuni ritratti in cui "piacendogli la maniera di Leonardo più che qualunque altra avesse veduta mai, si mise a studiarla" (Vasari), distaccandosene però verso uno stile del tutto personale. Ecco la Donna gravida (Firenze, Galleria Palatina), la Dama col liocorno (Roma, Galleria Borghese), la Muta (Urbino, Galleria Nazionale delle Marche),  Agnolo Doni e Maddalena Strozzi (ora Firenze, Uffizi), che dimostrano l'assimilazione di modelli iconografici fiorentini, in strutture compositive piramidali, con un senso dinamico delle figure ispirato da Michelangelo, che si riscontrano soprattutto nella monumentale e drammatica Deposizione (Roma, Galleria Borghese, 1507) della Pala commissionata da Atalanta Baglioni, in ricordo dei terribili fatti di sangue che avevano portato alla morte di suo figlio Grifonetto. Nel 1505-1506 per il duca di Urbino dipinse anche tre tavolette, San Michele e il drago (Parigi, Louvre), San Giorgio e il drago (Parigi, Louvre) con un'altra redazione (Washington, National Gallery), "personalizzata" per Enrico VII d'Inghilterra in occasione del conferimento dell'Ordine della giarrettiera, che si nota al polpaccio del cavaliere, con l'iscrizione "Honi" (Honi soit qui mal y pense). Conclude il periodo fiorentino la Madonna del Baldacchino (1507, Firenze, Galleria Palatina), lasciata incompiuta per attendere alla decorazione delle Stanze di Giulio II. Le sue prove nella volta della prima, poi detta Stanza della Segnatura, piacquero così tanto al papa che decise di affidargli, fin dal 1509, tutto il lavoro. Raffaello decorò quattro grandi lunettoni, ispirandosi alle quattro facoltà delle università medioevali: teologia, filosofia, poesia e giurisprudenza. Dopo la disastrosa guerra contro i francesi (1511) il programma decorativo della Sala delle Udienze (poi detta di Eliodoro), tenne conto della particolare situazione politica, con scene legate al superamento delle difficoltà della Chiesa grazie all'intervento divino. All'inizio del 1513, dopo la morte del pontefice, il successore, Leone X, gli confermò tutti gli incarichi. Sempre a Roma per il ricchissimo banchiere senese Agostino Chigi affrescò, nella splendida Villa La Farnesina, il Trionfo di Galatea (1511), la Loggia di Psiche (1518-1519) e la camera con le Storie di Alessandro, incompiuta, in Santa Maria della Pace Sibille e angeli (1514) e soprattutto  si dedicò alla Cappella in Santa Maria del Popolo, dove curò anche la progettazione dell'architettura e i cartoni per i mosaici della cupola. Raffaello continuava a ricevere commissioni di ritratti mettendo a punto una maniera del tutto particolare di rendere la personalità dell'effigiato che traspare dietro l'assoluta perfezione estetica e stilistica. Già nel Ritratto di cardinale (Madrid, Prado, 1510-1511), l'uso di un punto di vista ribassato e il conseguente leggero scorcio delle spalle e della testa introdusse un aristocratico distacco confermato dall'atteggiamento impassibile del personaggio. Il Ritratto di Baldassarre Castiglione (Lens, Louvre, 1514-1515), riesce a incarnare quell'ideale di perfezione estetica e interiore della cortigianeria espressa nel celebre trattato del Cortegiano. Nel Ritratto di Tommaso Inghirami (Firenze, Galleria Palatina e Boston, Isabella Stewart-Gardner Museum, 1514-1516) anche un difetto fisico come lo strabismo non turba l'armonia formale. Ma fu soprattutto col Ritratto di Giulio II (Londra, National Gallery)che le innovazioni si fecero più evidenti, con un taglio diagonale, ripreso leggermente dall'alto, come se lo spettatore si trovasse in piedi accanto al pontefice, e poi nello splendido Ritratto di Leone X con i cardinali Giulio de' Medici e Luigi de' Rossi (1518-19, Firenze, Uffizi), dove l'intreccio di sguardi e gesti si compone nel virtuosismo nella resa dei dettagli quali la mozzetta, la campanella cesellata o il riflesso della stanza nel pomello della sedia, plasmando quell'immagine di magnificenza tanto cara al pontefice. Sempre agli stessi anni (1518-19) risale il celeberrimo ritratto della Fornarina (Roma, Galleria Nazionale dell'Arte antica)interpretata come la Venere celeste, l'amore che eleva gli spiriti alla ricerca della verità attraverso l'idea sublimata della bellezza, mentre La Velata (Firenze, Galleria Palatina)dovrebbe incarnare la Venere terrestre. Anche nella produzione sacra come la Madonna di Foligno (Pinacoteca Vaticana, 1511-1512) si ricerca un sempre più profondo coinvolgimento dello spettatore che culmina nella Madonna Sistina (Dresda, Gemäldegalerie, 1513-1514), dove Maria, scalza e priva di aureola ma circonfusa di luce, umana e sovrannaturale insieme, appare teatralmente tra i due santi che indicano il mondo esterno mentre i due angioletti, ormai famosissimi per l'uso e l'abuso di cui sono stati fatti oggetto, hanno il ruolo di mettere in connessione la sfera terrena e reale con quella celeste e dipinta.  Punto di arrivo è la pala con l'Estasi di santa Cecilia (Bologna, Pinacoteca, 1514), tutta giocata su un'impalpabile presenza del divino, dove la santa rinuncia alla musica terrena, raffigurata nella straordinaria natura morta di strumenti ai suoi piedi, in favore della musica eterna e celeste  del coro angelico. Nonostante gli impegni, Raffaello proseguì la produzione di tavole destinate all'uso privato, come la Madonna della Seggiola (Firenze, Galleria Palatina, 1513-1514), ma per far fronte alla mole di lavoro dovuta alla crescente popolarità si mise a capo di una bottega ben organizzata con artisti come Giulio Romano e Perin del Vaga. Collaborò con incisori come Marcantonio Raimondi, Agostino Veneziano, Marco Dente e Ugo da Carpi a cui affidò la realizzazione di stampe tratte dalle sue opere assicurando un'enorme diffusione. Proseguendo la decorazione delle stanze vaticane quella dell'Incendio di Borgo si incentra sulla celebrazione del pontefice attraverso le figure di suoi omonimi predecessori, come Leone III e IV, con evidenti ispirazioni a Michelangelo, verso un nuovo "classicismo" scenografico e monumentale. Tuttavia il suo impegno venne meno  a seguito della nomina a sovrintendente della basilica vaticana dopo la morte di Bramante (11 aprile 1514) e all'incarico per gli arazzi per la Cappella Sistina, dove dovette adeguarsi alle difficoltà tecniche della stesura di cartoni rovesciati con la limitazione della gamma cromatica in grandi campiture (Londra, Victoria and Albert Museum). Dopo aver partecipato nel novembre 1515 alla gara per la facciata di San Lorenzo a Firenze, vinta da Michelangelo, Raffaello si dedicò al cantiere di San Pietro con un certo timore, studiando il De architectura di Vitruvio. Progettò anche il Palazzo Jacopo da Brescia e il Palazzo Alberin, nonchè Villa Madama, basata sulla lezione dell'antico, dove struttura e ornamento si fondono. La grande ammirazione per il mondo classico fu favorita dall'incarico di custodia e registrazione dei marmi antichi delle collezioni pontificie, che gli consentì un contatto diretto con i reperti. In opere come la Loggia di Psiche o le grottesche della Stufetta del cardinal Bibbiena viene elaborato un sistema di decorazione con suggestioni dalla Domus Aurea fino alla ripresa di tecniche come l'encausto o la pittura compendiaria. Raffaello si occupò anche della decorazione delle Logge del palazzo niccolino in Vaticano, avviate da Bramante, dal 1518 con moltissimi assistenti, mettendo a punti un complesso programma decorativo  di una sessantina di storie dell'Antico e Nuovo Testamento. Nel 1516 il cardinale Giulio de' Medici dispose una sorta di competizione tra i due più grandi pittori attivi in Roma, Raffaello e Sebastiano del Piombo (alle cui spalle stava l'amico Michelangelo), ai quali richiese una pala ciascuno da destinare alla cattedrale di Narbona, sua sede vescovile. Raffaello iniziò la Trasfigurazione che lasciò incompiuta  completata da Giulio Romano, e rimase appesa nella stanza ove morì il 6 aprile 1520, a soli 37 anni, nel giorno di Venerdì Santo. 

Testo di Giovanna Lazzi

 biografia breve

Raffaello nasce a Urbino “l'anno 1483, in venerdì santo (28 marzo) da un tale Giovanni de' Santi, pittore non meno eccellente, ma sì bene uomo di buono ingegno”, secondo una testimonianza di Giorgio Vasari. Giovanissimo conosce le opere dei grandi maestri del Quattrocento – da Piero della Francesca ad Antonio del Pollaiolo –, studiandole nelle sale del Palazzo Ducale per il tramite del padre Giovanni Santi, scrittore e pittore al servizio del duca Federico da Montefeltro. Proprio dal padre Raffaello apprende le nozioni pittoriche di base e la tecnica dell'affresco. Una delle più antiche opere attribuitegli è infatti la Madonna con il Bambino, raffinato dipinto murale conservato nella casa natale del maestro. Il percorso figurativo dell’artista è poi scandito dall’incontro con Pietro Vannucci detto il Perugino. Raffaello entra nella bottega del pittore umbro in anni imprecisati. L'intera produzione d'esordio è dunque all'insegna di quell’incontro. Lo Sposalizio della Vergine (Milano, Pinacoteca di Brera, 1504), per la Chiesa di San Francesco a Città di Castello, segna un decisivo passo di avanzamento verso la definizione dello stile maturo del Sanzio. Il soggiorno fiorentino (1504-08) innesca un’accelerazione a tale processo, favorita dalla conoscenza dei traguardi di Leonardo e Michelangelo: lo attestano la serie di Madonne con il Bambino, i ritratti e le pale d'altare (ad esempio il Cristo portato al sepolcro, Galleria Borghese, 1507). Nel 1508 Raffaello si trasferisce a Roma, dove è ingaggiato da Giulio II per adornarne l'appartamento nei Palazzi Vaticani. Nella prima Stanza, detta della Segnatura, dipinge l’affresco con La scuola di Atene. Sempre a Roma, per il facoltoso e influente banchiere senese Agostino Chigi, realizza la Galatea (1511) nella sala omonima della Villa Farnesina. La sua fama nell’Urbe si consolida ancora di più quando, nel 1514, diviene responsabile della Fabbrica di San Pietro e, nel 1515, delle antichità capitoline. Nel 1516 il cardinale Giulio de' Medici, futuro papa Clemente VII, dispone una competizione tra Raffaello e il veneziano Sebastiano del Piombo (seguace e amico di Michelangelo), richiedendo a entrambi l’esecuzione di una pala da destinare alla cattedrale di Narbona. Il Sanzio intraprende quindi l’incompiuta Trasfigurazione oggi nelle raccolte della Pinacoteca Vaticana, ma ritrovata nella stanza dove il maestro muore il 6 aprile 1520, a soli 37 anni, nel giorno di Venerdì Santo. 

(rev. MTT)

 

Raphael, Italian in full Raffaello Sanzio or Raffaello Santi, (born April 6, 1483, Urbino, Duchy of Urbino [Italy]—died April 6, 1520, Rome, Papal States [Italy]), master painter and architect of the Italian High Renaissance. Raphael is best known for his Madonnas and for his large figure compositions in the Vatican. His work is admired for its clarity of form and ease of composition and for its visual achievement of the Neoplatonic ideal of human grandeur. Raphael was the son of Giovanni Santi and Magia di Battista Ciarla; his mother died in 1491. His father was, according to the 16th-century artist and biographer Giorgio Vasari, a painter “of no great merit.” He was, however, a man of culture who was in constant contact with the advanced artistic ideas current at the court of Urbino. He gave his son his first instruction in painting, and, before his death in 1494, when Raphael was 11, he had introduced the boy to humanistic philosophy at the court. Urbino had become a centre of culture during the rule of Duke Federico da Montefeltro, who encouraged the arts and attracted the visits of men of outstanding talent, including Donato Bramante, Piero della Francesca, and Leon Battista Alberti, to his court. Although Raphael would be influenced by major artists in Florence and Rome, Urbino constituted the basis for all his subsequent learning. Furthermore, the cultural vitality of the city probably stimulated the exceptional precociousness of the young artist, who, even at the beginning of the 16th century, when he was scarcely 17 years old, already displayed an extraordinary talent.

Raphael was born in Urbino "the year 1483, on Good Friday (28 March) of a certain Giovanni de' Santi, a painter of no great merit, and yet a man of great intelligence", according to Vasari’s account. In the halls of the Doge’s Palace, to which his father had access, he was able to study the works of the great masters from Piero della Francesca and Luciano Laurana to Antonio del Pollaiolo. Giovanni himself, owner of a flourishing workshop, handed on to Raphael basic notions, including the fresco technique. In fact, one of the first works attributed to him is Madonna di Casa Santi, a delicate mural painting in the family house. He then entered Perugino’s workshop and his hand is recognised in the Nativity of the Madonna in the dais of the Santa Maria Nuova Altarpiece at Fano (1497) and in figures of the frescoes of the Collegio del Cambio at Perugia (from 1498). In 1499 he received his first independent commission: the devotional Standard of the Holy Trinity for a confraternity of Città di Castello, a votive gift for the end of a plague. On 10 December 1500 the Augustinian monks ordered from him and Evangelista da Pian di Meleto the Baronci Altarpiece, completed on 13 September 1501, spread over various museums after being dismembered following the earthquake in 1789. The artist left Città di Castello at least two further works of importance, the Mond Crucifixion (London, National Gallery) and Marriage of the Virgin (Milan, Brera), dated 1504, already conserved in the Albizzini Chapel of the Saint Francis Church, inspired by an Altarpiece Perugino was painting for the Perugia Cathedral, showing the master’s liberation. In the years between 1501 and 1505, as many as three altarpieces were commissioned of him in Perugia alone: the Colonna Altarpiece (New York, Metropolitan Museum) for the Church Sant'Antonio delle Monache (1503), whose long elaboration is visible in the differences between the still «Umbrian» lunette and the «Florentine» group in the central panel; the Oddi Altarpiecei (Pinacoteca Vaticana) for San Francesco al Prato; and a – never completed – Assumption of the Virgin for the Monteluce Clarisses. In the Resurrection (Sao Paolo, Museo d'arte), Roberto Longhi found the influence of Pinturicchio in the landscape, the decoration of the sarcophagus and the preciousness of the clothes. Around 1503 the artist had to undertake a series of short trips to the Umbrian cities, later stopping at Florence, Rome and Siena, which was crucial for his development.  At Florence he succeeded in guaranteeing himself with commissions from several well-to-do citizens, such as Lorenzo Nasi, for whom he painted Madonna of the Goldfinch (Florence, Uffizi), symbol of the Passion of Christ, and his brother-in-law Domenico Canigiani, who commissioned of him the Holy Family (Munich, Alte Pinakothek), its composition pyramidical with Leonardesque ancestry. For the Temples he painted a sculpture-like Madonna (Municoh, Alte Pinakothek), inspired by Donatello, and for Taddeo Taddei he completed the Madonna del Belvedere (or Madonna if the Meadow) dated 1506 (Vienna, Kunsthistorisches Museum), where he shows he thought over the affectionate mother-son relationship, given tenderness and veiled melancholia. The Florentine period also produced several portraits, in which "liking the manner of Leonardo more than any other he had ever seen, he started studying him" (Vasari), but distancing himself from this towards a more personal style – hence Pregnant Woman (Florence, Galleria Palatina), Young Woman with Unicorn (Rome, Galleria Borghese), Portrait of a Young Woman (Urbino, Galleria Nazionale delle Marche), Agnolo Doni and Maddalena Strozzi (now Florence, Uffizi), which show his assimilation of iconographic Florentine models, in pyrmidical compositional structures, with a dynamic sense of figures, inspired by Michelangelo, mainly found in the monumental, dramatic Deposition (Rome, Galleria Borghese, 1507) from the Altarpiece commissioned by Atalanta Baglioni, in memory of the terrible, bloody deeds that led to the death of his son Grifonetto. In 1505-1506 he also painted three panels for the Duke of Urbino: Saint Michael and the Dragon (Paris, Louvre), and Saint George and the Dragon (Paris, Louvre), with another version (Washington, National Gallery), "personalised" for Henry VII of England on the occasion of being conferred the Order of the Garter, which is noted on the knight’s calf, with the inscription "Honi" (Honi soit qui mal y pense). The Florentine period concludes with Madonna of the Baldacchino (1507, Florence, Galleria Palatina), left unfinished to await the decoration of the Rooms of Giulio II. The Pope so liked his trials in the arch of the former, later called Stanza della Segnatura, that he decided to entrust all the work to him from 1509. Raphael decorated four large lunettes, inspired by the four medieval university faculties: theology, philosophy, poetry and law. After the disastrous war against the French (1511), in the decorative programme for the Sala delle Udienze (later called Eliodoro) he took the remarkable political situation into account, with scenes linked to overcoming the Church’s difficulties due to divine aid. At the start of 1513, after the death of the Pontiff, his successor Leo X confirmed all tasks were his. Still at Rome, he frescoed the Loggia of Psyche (1518-1519) for the wealthy Siena banker Agostino Chigi, as well as the room with the splendid Villa La Farnesina, the Triumph of Galatea (1511), Stories of Alexander, unfinished, and in Santa Maria della Pace Sibyls (1514); he mainly devoted himself to the Chapel in Santa Maria del Popolo, where he was also responsible for planning the architecture and the cartoons for the cupola mosaics. Raphael continued to receive commissions for portraits, developing a highly personal way to display the subject’s personality, shining through the total aesthetic, stylistic perfection. Even in Portrait of a Cardinal (Madrid, Prado, 1510-1511), the use of a lowered viewpoint and the consequent light hunching of the head and shoulders introduced aristocratic detachment, confirmed by the character’s deadpan attitude. The Portrait of Baldassarre Castiglione (Lens, Louvre, 1514-1515) manages to incarnate the ideal of the courtesan’s aesthetic interior perfection, expressed in the famous Book of the Courtier. In Portrait of Tommaso Inghirami (Florence, Galleria Palatina and Boston, Isabella Stewart-Gardner Museum1514-1516), even a physical defect like being cross-eyed does not disrupt the formal harmony. But it was especially in Portrait of Pope Julius II (London, National Gallery) that the innovations became more evident, with a diagonal slant, taken slightly from above, as if the viewer were standing before the Pontiff, and then in the splendid Portrait of Leo X with Cardinals Giulio de' Medici and Luigi de' Rossi (1518-19, Florence, Uffizi), where the combination of looks and gestures is formed in the virtuosity in creating details, such as the amice, the chiseled bell or the room’s reflection in the seat  pommel, fashioning that image of magnificence so dear to the Pope. The same years saw (1518-19) saw the celebrated portrait of the Fornarina (Rome, Galleria Nazionale dell'Arte antica), presented as the Celestial Venus, love that elevates the search for truth through the sublime idea of beauty, while  Woman with a Veil (Florence, Galleria Palatina) would incarnate la Terrestrial Venus. Even the sacred production like the Madonna of Foligno (Pinacoteca Vaticana, 1511-1512) tries to draw the viewer further in, culminating in the  Sistine Madonna (Dresded, Gemäldegalerie, 1513-1514), where Mary, barefoot and with no halo, but surrounded by light, both human and supernatural, appears theatrically between the two saints who point to the world outside, while the task of the two little angels, now world-famous due to the use and abuse they have suffered, is to link the terrestrial, real sphere with the celestial, painted one. The arrival point is the altar with the Ecstasy of Saint Cecilia (Bologna, Pinacoteca, 1514), all played out on an impalpable presence of the divine, where the saint renounces terrestrial music, portrayed in the extraordinary still life of instruments at her feet, in favour of the eternal, celestial music of the angelic choir. Despite his commitments, Raphael continued to make panels for private use, like Madonna della Seggiola (Florence, Galleria Palatina, 1513-1514), but to cope with the work load due to his growing popularity, he made himself head of a well-organised workshop, with artists like Giulio Romano and Perin del Vaga. He collaborated with engravers like Marcantonio Raimondi, Agostino Veneziano, Marco Dente and Ugo da Carpi, to whom he entrusted creating prints of his works, ensuring they became widespread. Continuing the decoration of the Vatican Rooms, the Fire in the Borgo focuses on the Pontiff celebration through figures of his eponymous predecessors, such as Leo III and IV, evidently inspired by Michelangelo, towards a new scenographic, monumental "classicism". Yet his commitment dropped following the nomination for Superintendent of the Vatican Basilica after the death of Bramante (11 April 1514) and the task for the Sistine Chapel tapestries, where he had to adjust to the technical difficulties in setting out upturned cartoons and the limited chromatic range in large backgrounds (London, Victoria and Albert Museum). After participating in November 1515 the contest for the San Lorenzo facade in Florence, but losing to Michelangelo, Raphael devoted himself to the Saint Peter Construction with some misgiving, studying Vitruvius’ De architectura. He also designed the Palazzo Jacopo da Brescia and Palazzo Alberin, as well as Villa Madama, based on lessons from Antiquity, where structure and ornament merge. His great admiration for the classical world was favoured by the task to guard and register the ancient marbles of the pontiff collection, which allowed him direct contact with the finds. In works like the Loggia of Psyche or the grotesques of della Stufetta del Cardinal Bibbiena he works out a system of decoration with hints of Domus Aurea, until he takes on techniques like encaustic or compendium painting. Raphael also worked on the Logge of Palazzo Niccolin in the Vatican, launched by Bramante, from 1518, with many assistants, honing a complex decorative programme with sixty stories from The Old and New Testament. In 1516 Cardinal Giulio de' Medici set up a sort of competition between the two greatest painters active in Rome, Rapfael and Sebastiano del Piombo (backed by his friend Michelangelo), requesting of each an altarpiece for the Cathedral of Narbona, his episcopal base. Raphael started the Transfiguration but left it unfinished; it was completed by Giulio Romano, and remained hanging in the rooms where he died on 6 April 1520, at only 37, on Holy Friday. 

Text by Giovanna Lazzi

Short Biography

Raphael was born in “the year 1483, on Good Friday (28 March) of one Giovanni de' Santi, painter of no great merit, but a man of culture”, according to Giorgio Vasari. When he is very young, he becomes acquainted with the works of the great 15th-century masters, from Piero della Francesca to Antonio del Pollaiolo. He studies them in the Palazzo Ducale through his father, a writer and painter serving Duke Federico da Montefeltro, from whom Raphael learns basic pictorial notions and the fresco technique. One of the most ancient works attributed to him is the Madonna and Child, a refined mural conserved at the master’s house of birth. The artist’s path is then marked by the meeting with Pietro Vannucci, known as Perugino. Raphael enters the Umbrian painter’s workshop at an unspecified date, and all his early work is influenced by this encounter. The Marriage of the Virgin (Milan, Pinacoteca di Brera, 1504), for San Francesco Church at Città di Castello, marks a decisive step forwards towards the definition of Raphael’s mature style. The Florence stay (1504-08) accelerates the process, encouraged by his acquaintance with the achievements of Leonardo and Michelangelo: consider the series of Madonnas with Child, the portraits and the altarpieces (for example, Christ at the Sepulchre, Galleria Borghese, 1507). In 1508 Raphael moves to Rome, where he is commissioned by Pope Julius II to decorate his apartment in the Vatican Palaces. In the first Room, called della Segnatura, he paints the fresco with The School of Athens. Still at Rome, he paints the  Galatea (1511) in the room of the same name in Villa Farnesina, for the wealthy, influential Siena banker Agostino Chigi. His fame in the City is consolidated still further when, in 1514, he becomes responsible for the Fabric of Saint Peter and, in 1515, the Capitoline antiquities. In 1516 Cardinal Giulio de' Medici, future Pope Clement VII, sets up a competition between Raphael and the Venetian Sebastiano del Piombo (Michelangelo’s friend and follower), requesting they both execute an altar panel for the Cathedral of Narbona; so Raphael undertakes the unfinished Transfiguration, currently in the Pinacoteca Vaticana collections, but rediscovered in the rooms where the master dies on 6 April 1520, at just 37, on Good Friday. 




Opere riprodotte da Le Mostre Impossibili

Works reproduced by Impossible Exhibitions

Uvres reproduites de Le Mostre Impossibili