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Luca Jahier
P. del Comitato Economico e Sociale EuropeoP. of the European Economic and Social Committee

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Sono convinto che il ciclo storico che stiamo vivendo sia assimilabile a un ciclo straordinario che fu il Medioevo, che non fu certo un tempo di secoli bui, ma di creatività e genialità. Quel tempo si compì e si entrò in un periodo di smarrimento e di transizione, in parte simile a quello attuale. Ma invece di finire in un disastro, il Rinascimento, riscoprendo la cultura classica e una fiducia straordinaria nel potere della scienza, diede una spinta di uscita positiva e rigenerò completamente una nuova fase della storia. […]. L’Europa ha bisogno di ripartire dalla forza delle sue componenti vive, dall’Europa che lavora e che è vitale. La cultura può essere uno dei grandissimi bacini di riserve e di energie, non solo in termini di pensiero e di contenuti, ma anche di effetti pratici. La cultura è oggi una delle principali leve di creazione d’impresa, di lavoro e di riconversione d’interi territori.  Se c’è una persona che incarnò nel modo più straordinario le due correnti originali del Rinascimento, l’arte e la scienza, fu proprio Leonardo da Vinci. Fu una sintesi straordinaria. Nel momento in cui ci apprestiamo a un passaggio politicamente rilevante come le elezioni europee, le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo, sono un’opportunità per riscoprire, attraverso la sua opera, uno sguardo positivo, curioso e creativo verso la scienza. […]  È per questo che è stata avviata una collaborazione con “Le mostre impossibili”, un’iniziativa che – attraverso la creazione di copie digitali perfette dei grandi artisti del Rinascimento – ha dato avvio a un nuovo genere di museo destinato non solo a chi ama l’arte, ma anche a quel vasto pubblico di persone che non frequenta abitualmente i musei e in particolare ai giovani che sono attratti dalle nuove tecnologie: un’istanza di democrazia culturale. Contiamo di organizzare un itinerario in giro per l’Europa, mettendo insieme le cinque o sei grandi opere di ogni paese europeo e costruendo, intorno a Leonardo, una sorta di rappresentazione della molteplicità, della ricchezza e della vitalità delle culture europee che, magari, possa ispirare i Capi di Stato e le stesse elezioni europee.  La cultura oggi può far alzare lo sguardo e dare passione e speranze in un tempo che chiede e ha bisogno di questo. Sono convinto che nel nostro tempo ci siano tanti Leonardo. Tra questi, anche Renato Parascandolo, ideatore delle Mostre Impossibili che, con la sua attività, avrebbe fatto la gioia di Leonardo perché ricompone, in un unico spazio espositivo, la straordinaria bellezza di tutti i suoi dipinti. Mostrando curiosità e fiducia nelle tecnologie digitali, ha ideato “Le mostre impossibili”, un progetto che consente a un pubblico vastissimo di ammirare dipinti e affreschi che mai sarebbero potuti stare insieme e, al tempo stesso, d’interagire con le opere stesse. È una conferma del fatto che Leonardo è ancora oggi fonte d’ispirazione, anche attraverso l’opera di quest’uomo che ha creato nuova bellezza e nuova proiezione (anche economica) verso il futuro. AgCult 24.11.2018

I am convinced that the historical cycle we are living through can be assimilated to an extraordinary cycle that was the Middle Ages, hardly a period of darkness, but of creativity and genius. That time was over and one entered a period of bewilderment and transition, partly similar to the current one. But instead of ending in catastrophe, the Renaissance, rediscovering classical culture and extraordinary faith in the power of science, gave impetus with positive outcomes and completely regenerated a new phase of history. […]. Europe needs to start again from the force of its living components, from the Europe that is working and vital. Culture may be one of the huge resources of reserves and energy, not only in terms of thinking and contents, but also in practical effects. Today, culture is one of the main levers in creating enterprise, work and and the reconversion of whole territories. If anyone most extraordinarily incarnated the two original threads of the Rennaisance, art and science, it was Leonardo da Vinci himself. It was an extraordinary synthesis. At the moment when we are getting ready for a passage as politically important as the European elections, celebrations for the centenary Leonardo’s death are an opportunity to rediscover a postive, curious, creative view of science through his work. […] That is the reason for launching a collaboration with “The Impossible Exhibitions”, an initiative which has, through creating pefect digital copies of great Renaissance artists, led to a new type of museum designed for not only art-lovers, but that wide audience of people who do not usually visit museums, in particular young peope who are attracted to new technologies: an instance of cultural democracy. We expect to organise an itinerary around Europe, gathering the five or six great works from each European country and building, around Leonardo, a sort of representation of the multiplicity, ricchness and vitality of European cultures, which we would like to inspire Heads of State of the actual elections. Culture today can increase awareness and provide passion and hope in a time where this is required and needed. I am convinced that there are many Leonardos these days, including Renato Parascandolo, who conceived the Impossible Exhibitions and would, through his work, have been a boon to Leonardo, in that he brings together the extraordibary beauty of all his works in a single exhibition space. Showing curiosity and faith in digital technology, he devised “The Impossible Exhibitions”, a project permitting a very wide audience to admire paintings and frescoes which could never have stood together, and at the same time ineract with the works themselves. This confirms the fact that still today, Leonardo is a source of inspiration, even through the work of this man who created new beauty and (not least economic) projection towards the future. AgCult 24.11.2018

Biografia

Il 18 aprile 2018 Luca Jahier è stato eletto Presidente del Comitato economico e sociale europeo (CESE), con un mandato di due anni e mezzo che scadrà nell'ottobre 2020. Jahier è membro del Comitato dal 2002; in questi anni di attività in seno al CESE, si è occupato a fondo dei settori della politica sociale e della politica di coesione dell'Unione europea nonché di questioni internazionali. Nel settembre 2004 è stato eletto vicepresidente della sezione specializzata Occupazione, Affari sociali, Cittadinanza del CESE. Nell'ottobre 2006 è stato eletto vicepresidente del III gruppo, membro dell'Ufficio di presidenza del Comitato per due anni e membro dei comitati consultivi misti UE-Croazia e UE-Turchia. Dall'ottobre 2008 al 2010 è stato presidente del comitato di monitoraggio ACP-UE e presidente del gruppo permanente Immigrazione e integrazione. Nell'ottobre 2011 è stato eletto presidente del III gruppo del CESE, incarico confermato nel gennaio 2013 e nell'ottobre 2015 e in virtù del quale è membro dell'Ufficio di presidenza del CESE. Nel corso dei suoi tre mandati di presidente, il III gruppo ha realizzato 9 studi, organizzato 42 convegni in 17 paesi dell'UE con migliaia di partecipanti e tenuto innumerevoli riunioni con organizzazioni della società civile europea.

Luca Jahier has been elected President of the European Economic and Social Committee (EESC) on 18 April 2018 for a period of two and a half years, until October 2020. He has been a member of the Committee since 2002. Within the EESC, he has worked extensively on the European Union's social and cohesion policies, as well as on international matters. In September 2004, he was elected vice-president of the EESC's Section for Employment, Social Affairs and Citizenship. In October 2006, he was elected vice-president of Group III, member of the Committee Bureau for two years and member of the EU-Croatia and EU-Turkey Joint Consultative Committees. From October 2008 to 2010, he was president of the ACP-EU Follow-up Committee and president of the Permanent group on Immigration and Integration. In October 2011, he was elected president of Group III of the EESC, and was re-elected in January 2013 and in October 2015. In this capacity, he has been a member of the EESC's Bureau. Over the course of three terms in office as president, Group III carried out nine studies, and held 42 conferences in 17 EU countries attended by thousands of people and countless meetings with European civil society organisations. He was nominated unanimously by Group III for the post of EESC's President.

Vedi anche

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