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Raffaello - Una Mostra ImpossibileRaphael - An Impossible ExhibitionRaphaël - Une exposition impossible
14 febbraio 2020 - 12 marzo 2020
Square - Glass EntranceSquare - Glass EntranceSquare - Glass Entrance, BruxellesBrusselsBrussels
La mostra è a disposizione del pubblico gratuitamente durante l'orario di apertura della strutturaFree EntranceEntrée gratuite

La Regione Marche inaugura le celebrazioni del 500° anniversario della morte di Raffaello con una mostra che raccoglie 45 dipinti – compreso l’affresco de La Scuola di Atene– riprodotti rigorosamente in dimensione reale (scala 1:1) e ad altissima definizione. Sarà così possibile ammirare capolavori disseminati in musei, luoghi sacri e collezioni private di 17 città del mondo. La direzione scientifica della mostra è improntata a una finalità squisitamente didattica e il direttore scientifico è lo storico dell’arte recentemente scomparso Ferdinando Bologna, uno dei più autorevoli collaboratori di Roberto Longhi. 

La bellissima architettura del complesso museale Square di Bruxelles accoglie la seconda tappa del tour dedicato a Raffaello e impone soste di giusta meditazione per comprendere il percorso stilistico e iconografico di quell'artista che con Leonardo e Michelangelo è elemento costitutivo della "triade solare" del Rinascimento italiano. Alla cadenza cronologica si unisce una sorta di avvicinamento tematico delle opere per consentire confronti e riflessioni.   

Nato in quella città dove durante la signoria di Federico da Montefeltro si era creato un fervido tessuto culturale, aperto a molteplici scambi anche stranieri, Raffaello era di necessità segnato dalla indimenticata terra natale che ricordava anche nella firma: Raphael Urbinas. E il Rinascimento urbinate, detto anche "matematico", era la base su cui si fondava la sua visione della realtà e dell'arte. Dopo gli esordi con l'impronta del padre, erede della tradizione umbromarchigiana ormai estenuata ma da Raffaello rivissuta con esiti altissimi, ecco la svolta dell'incontro con Perugino, da cui già si svincola nella grande tavola dello Sposalizio della Vergine, dove cita le architetture del conterraneo Bramante e già ricerca l'armonia razionale, frutto della lezione di Piero della Francesca e del dialogo con l'antico, sperimentato anche nella tavoletta delle tre Grazie. La fondamentale esperienza del soggiorno fiorentino evidenzia la straordinaria capacità di osservare e assorbire gli elementi che più si attagliano alla sua sensibilità, in una rielaborazione del tutto personale che diventa assoluta originalità. L'inevitabile riflessione sulla tormentata plasticità di Michelangelo porta alla teatrale Deposizione mentre lo sfumato atmosferico di Leonardo torna nel moto morbido e avvolgente delle immagini mariane, pago tuttavia della serenità del rapporto con un paesaggio dolce e amico. Ai volti depurati e idealizzati delle Madonne, che pur mantengono la realtà quotidiana di origine, si accostano i ritratti dove l'artista cerca di rendere le caratteristiche del personaggio calato nella storia e nella vita: la ricca borghesia fiorentina, pragmatica e opulenta incarnata dai coniugi Doni rivela ben diverso carattere dai Montefeltro, chiusi nella impassibile freddezza del nobile lignaggio. E lo sguardo deve volgersi a cercare le prove della maturità e "sentire" l'individuo, emergente da un fondo neutro per non abbassare la concentrazione sul personaggio; l'equilibrio del Castiglione, definito da Ferdinando Bologna uno dei più bei ritratti mai dipinti, la pensosa intensità del papa a colloquio con i suoi consiglieri, la carnale bellezza della Fornarina, simbolicamente avvicinata alla Velata come espressione delle due facce dell'Amore. Ormai Raffaello esprimeva l'Idea della Bellezza e come ebbe a dire nella lettera a Baldassar Castiglione "per dipingere una bella, mi bisogneria veder più belle ma essendo carestia e di buoni giudici e di belle donne, io mi servo di certa idea che mi viene nella mente". Ormai l'artista, per quanto ancora giovane, era maturo per le impegnative prove di affresco dove, a detta del Vasari, appare "così vivace e pronto che gareggiava con l'efficacia della parola scritta". La calibrata e grandiosa composizione della scuola d'Atene offre la visione di un mondo armonico, in una felice sintesi di astratto e concreto, di idee e realtà. Anche lo spettatore, può sistemarsi accanto a Giulio II della Rovere, committente della decorazione delle Stanze vaticane, e addentrarsi nel consesso dei grandi, riconoscendone i volti e potendo osservarli come se si trovasse in loco, grazie alla assoluta fedeltà delle riproduzioni. Un ultimo sguardo anche alla malcelata nudità di una bellissima Galatea, un mito raffinato e complesso riproposto con una vena nuova, che apre la via ai "classicismi" futuri, testimone della fortuna dell'artista per le numerose riproposizioni sul altri supporti, come incisioni, maioliche e persino carte geografiche.       

The Square hosting ‘Raphael: An Impossible Exhibition’ makes one pause to grasp the stylistic and iconographic path of the artist who is, with Leonardo and Michelangelo, a fundamental element in the  of the Italian Renaissance. The chronological rhythm is enhanced by thematic closeness in the works, allowing comparison and reflection.   

Raphael was born in Urbino, now in Regione delle Marche, when the Signoria of Federico da Montefeltro witnessed a fervid cultural weave, open to many exchanges, some foreign. He was inevitably marked by his unforgotten birthtown, and recalled it in his signature: Raphael Urbinas. The Renaissance of Urbino, called "mathematical", was the basis for Raphael’s vision of art and reality. His début was influenced by his father, heir to the tradition, exhausted but revisited by Raphael with successful results, before the pivotal encounter with Perugino, whom he already surpasses in the great ‘Marriage of the Virgin’. The work takes the architecture of fellow countryman Bramante in search of rational harmony, fruit of Piero della Francesca’s lesson and dialogue with antiquity, also appearing in the ‘Three Graces’. The fundamental experience of the Florentine stay highlights Raphael’s extraordinary ability to observe and absorb those elements most suiting his sensitivity, in a personal reworking that becomes original. Inevitable reflection on Michelangelo’s tormented plasticity leads to the theatrical ‘Deposition’, while the atmospheric sfumato of Leonardo returns in the soft, enveloping motion of the marine figures, satisfied by the relationship with a sweet, friendly landscape. The purified, idealised faces of the Madonnas maintain the everyday reality of their origin, and stand alongside portraits in which the artist places the subjects’ features in history and life: the rich Florentine bourgeoisie, pragmatic and opulent as incarnated by the Doni spouses, reveals a character very diffent from the Montefeltro, closed in the impassive coldness of noble lineage. The gaze aims to show maturity and "feel" the individual, emerging from a neutral background so as not to lower concentration on the subject; the balance of ‘Castiglione’, defined by Ferdinando Bologna as one of the most beautiful portraits ever painted; the thoughtful intensity of the Pope discussing with his counsellors; the carnal beauty of the ‘Fornarina’, symbolically considered with the ‘Woman with a Veil’ as an expression of the two faces of love. Raphael expressed the Idea of Beauty, and as he wrote in the letter to Baldassar Castiglione, "to paint a beauty, I should have to see a number of beauties. But in the absence of good judges and beautiful women, I use an idea that comes to my mind". Now the artist, though still young, was mature for the challenge of frescoes, where, as Vasari said, he appeared "so lively and ready as to compete efficiently with the written word". The calibrated, grandiose composition of ‘The School of Athens’ offers the vision of a harmonious world, in a happy synthesis of abstract and concrete, ideas and reality. The viewer may also settle beside Pope Julius II, commissioner of the Vatican Halls decoration, and enjoy the consent of the greats, recognising their faces and observing them as if on site, due to the absolute faithfulness of the high-resolution, 1:1 reproductions. A final look, too, at the barely concealed nudity of a beautiful ‘Galatea’, a refined, complex myth reproposed with a new slant that opens the way to future “classicism” and demonstrates the artist’s fortune in its numerous reworkings on other supports, such as engravings, maiolicas, even maps.  

The Square hosting ‘Raphael: An Impossible Exhibition’ makes one pause to grasp the stylistic and iconographic path of the artist who is, with Leonardo and Michelangelo, a fundamental element in the "sun triad" of the Italian Renaissance. The chronological rhythm is enhanced by thematic closeness in the works, allowing comparison and reflection.   

Raphael was born in Urbino, now in Regione delle Marche, when the Signoria of Federico da Montefeltro witnessed a fervid cultural weave, open to many exchanges, some foreign. He was inevitably marked by his unforgotten birthtown, and recalled it in his signature: Raphael Urbinas. The Renaissance of Urbino, called "mathematical", was the basis for Raphael’s vision of art and reality. His début was influenced by his father, heir to the Umbria-Marche tradition, exhausted but revisited by Raphael with successful results, before the pivotal encounter with Perugino, whom he already surpasses in the great ‘Marriage of the Virgin’. The work takes the architecture of fellow countryman Bramante in search of rational harmony, fruit of Piero della Francesca’s lesson and dialogue with antiquity, also appearing in the ‘Three Graces’. The fundamental experience of the Florentine stay highlights Raphael’s extraordinary ability to observe and absorb those elements most suiting his sensitivity, in a personal reworking that becomes original. Inevitable reflection on Michelangelo’s tormented plasticity leads to the theatrical ‘Deposition’, while the atmospheric sfumato of Leonardo returns in the soft, enveloping motion of the marine figures, satisfied by the relationship with a sweet, friendly landscape. The purified, idealised faces of the Madonnas maintain the everyday reality of their origin, and stand alongside portraits in which the artist places the subjects’ features in history and life: the rich Florentine bourgeoisie, pragmatic and opulent as incarnated by the Doni spouses, reveals a character very diffent from the Montefeltro, closed in the impassive coldness of noble lineage. The gaze aims to show maturity and "feel" the individual, emerging from a neutral background so as not to lower concentration on the subject; the balance of ‘Castiglione’, defined by Ferdinando Bologna as one of the most beautiful portraits ever painted; the thoughtful intensity of the Pope discussing with his counsellors; the carnal beauty of the ‘Fornarina’, symbolically considered with the ‘Woman with a Veil’ as an expression of the two faces of love. Raphael expressed the Idea of Beauty, and as he wrote in the letter to Baldassar Castiglione, "to paint a beauty, I should have to see a number of beauties. But in the absence of good judges and beautiful women, I use an idea that comes to my mind". Now the artist, though still young, was mature for the challenge of frescoes, where, as Vasari said, he appeared "so lively and ready as to compete efficiently with the written word". The calibrated, grandiose composition of ‘The School of Athens’ offers the vision of a harmonious world, in a happy synthesis of abstract and concrete, ideas and reality. The viewer may also settle beside Pope Julius II, commissioner of the Vatican Halls decoration, and enjoy the consent of the greats, recognising their faces and observing them as if on site, due to the absolute faithfulness of the high-resolution, 1:1 reproductions. A final look, too, at the barely concealed nudity of a beautiful ‘Galatea’, a refined, complex myth reproposed with a new slant that opens the way to future “classicism” and demonstrates the artist’s fortune in its numerous reworkings on other supports, such as engravings, maiolicas, even maps. 

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ORARI DI APERTURA DELLA MOSTRA
 La mostra è a disposizione del pubblico gratuitamente durante l'orario di apertura della struttura

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