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Madonna col bambino e sei angeliMadonna and Child with six Angels
Duccio di BuoninsegnaDuccio di Buoninsegna
Galleria Nazionale dell'UmbriaGalleria Nazionale dell'UmbriaGalleria Nazionale dell'Umbria, PerugiaPerugiaPerugia, ItaliaItalyItalie
Tempera su tavolaTempera on wood, 96 x 64 cm., anno 1300 - 1305


In precedenza l’opera si trovava nella sagrestia – esposta sopra la porta di entrata – del convento perugino di San Domenico. Soltanto nel 1911 si incominciò a riferirla a Duccio di Buoninsegna (Weigelt). Un’assegnazione, questa, assai audace a causa delle pesanti ridipinture quattrocentesche che falsavano i carnati. La prima ripulitura, che venne eseguita nel 1919, risultò inefficace e fece emergere un profondo solco verticale, tale da richiedere l’intervento, nel 1947, l’Istituto Centrale del Restauro di Roma. Qui il dipinto subì un’importante opera di ripulitura e restauro che portò alla luce gran parte della stesura originale, non solo nelle figure centrali ma anche nella parte alta della composizione, dove sono collocati gli angeli, anch’essi ripassati dall’inopportuna stesura quattrocentesca. Vennero rimosse le cornici indegnamente integrate nel 1919, portando la tavola alle reali dimensioni, tanto da far capire agli studiosi che si trattava dello scomparto centrale di un polittico andato perduto (fonte: Catalogo della V Mostra di Restauri dell’Istituto Centrale di Roma, 1948). La composizione ha lo stesso motivo e gli stessi ritmi della Madonna di Crevole ma evidenzia un naturalismo più genuino nel rapporto fra il Bambino e la Madonna. Anche la forma, per una leggera tendenza alla dilatazione, distingue il presente dipinto dalla prima Madonna, mettendolo in relazione alla pittura di Giotto. Questo farebbe presupporre un rapporto con la contemporanea esperienza giottesca e, quindi, pensare ad una cronologia molto più avanzata, intorno al periodo 1308-11.

 

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Previously the work was in the sacristy - displayed above the entrance door - of the Perugian convent of San Domenico. Only in 1911 did it begin to be referred to Duccio di Buoninsegna (Weigelt). A very daring assignment, this one, because of the heavy fifteenth-century repainting that distorted the carnations. The first cleaning, which was carried out in 1919, proved ineffective and revealed a deep vertical groove, such as to require the intervention, in 1947, of the Central Institute of Restoration in Rome. Here the painting underwent an important work of cleaning and restoration that brought to light a large part of the original layout, not only in the central figures, but also in the upper part of the composition, where the angels are placed, also reworked by the inappropriate fifteenth-century drafting. The unworthy frames were removed in 1919, bringing the panel to its actual size, so much so that scholars understand that it was the central compartment of a lost polyptych (source: Catalogue of the 5th Restoration Exhibition of the Central Institute of Rome, 1948). The composition has the same motif and rhythms as the Madonna di Crevole but highlights a more genuine naturalism in the relationship between the Child and the Madonna. Even the form, due to a slight tendency to dilation, distinguishes the present painting from the first Madonna, putting it in relation to Giotto's painting. This would presuppose a relationship with Giotto's contemporary experience and, therefore, think of a much more advanced chronology, around the period 1308-11.