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Cristo alla colonnaChrist at the Column
Antonello da MessinaAntonello da Messina
Museo del LouvreLouvre MuseumMusée du Louvre, ParigiParisParis, FranciaFranceFrance
Olio su tavolaOil on panel, 30 x 21 cm., anno 1476


Il Cristo alla colonna, oggi al Museo del Louvre di Parigi, è un brano pittorico di potente intensità formale, concepito per la devozione privata. Il dipinto colpisce per la visione ravvicinata, la testa in scorcio, la drammatica verità della scena, per l’impressionante resa – epidermica e autentica – della corona di spine, della fune allentata al collo, delle lacrime sulla guancia contratta dal dolore. L’immagine è inoltre rappresentativa delle sorprendenti ricerche volumetrico-spaziali svolte da Antonello da Messina riallacciandosi alla sublime astrazione di Piero della Francesca. L’artista punta a una definizione plastica delle figure, concepite come solidi geometrici che la luce, sull’esempio pierfranceschiano, concorre ad astrarre. L’esecuzione dell’opera rimonta forse al soggiorno di Antonello a Venezia, dove approda nel 1475 circa, con un bagaglio di plurime esperienze. Interprete supremo di differenti istanze culturali del Quattrocento, Antonello accorda la conoscenza del mondo fiammingo all’assimilazione della cultura prospettica di Piero della Francesca, giungendo alla realizzazione di una formula di respiro europeo. 

 Testo di Maria Teresa Tancredi

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Christ at the Column, now at the Louvre, Paris, is a pictorial piece of powerful formal intensity, conceived for private devotion. Its impact derives from the close-up vision, the foreshortened head, the dramatic truth of the scene, the striking – epidemic and authentic – presentation of the crown of thorns, the rope loosened at the neck, the tears on the pain-twisted cheek. The image is also representative of the surprising volume-spatial research Antonello da Messina carried out, taking up the sublime abstraction of Piero della Francesca. The artist aims for a plastic definition of the figures, conceived as geometric solids that the light struggles to abstract, following the example of Piero della Francesca. The execution of the work may relate to Antonello’s stay in Venice, where he arrived around 1475, with a baggage of manifold experiences. Supreme interpreter of the 1400s’ different cultural instances, Antonello combines awareness of the Flemish world with an assimilation of Piero della Francesca’s perspective culture, so as to create a Europe-wide formula.  

 

 Text by Maria Teresa Tancredi

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