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Ritratto di un prelato di casa GonzagaPortrait of a Prelate
Andrea MantegnaAndrea Mantegna
Museo e Real Bosco di CapodimonteNational Museum of CapodimonteMusée Capodimonte et Real Bosco, NapoliNaplesNaples, ItaliaItalyItalie
Probabilmente tempera su telaProbably tempera on canvas, 25 x 18 cm., anno 1461 ca.


Il dipinto appartiene alle collezioni del Museo nazionale di Capodimonte a Napoli. È realizzato a tempera su una tela di 25,5x18 cm e ritrae il profilo di un imberbe prelato il quale, malgrado la giovanissima età, indossa la porpora cardinalizia e il galero. Sulla base di queste evidenze, dal 1895 prende piede l’ipotesi che l’effigie possa corrispondere al ritratto di Francesco Gonzaga, eletto cardinale a soli diciassette anni nel 1461 e figlio del marchese di Mantova Ludovico III, al quale si deve l’ingaggio nel 1459 di Andrea Mantegna. Il quadretto è concordemente attribuito proprio al sommo pittore della corte gonzaghesca ed è datato al 1461, in prossimità tra l’altro del trasferimento di Mantegna da Padova a Mantova nel 1460, dalla città in cui il maestro si forma, studiando la scultura di Donatello e l’Antico. In proposito si segnala che l’opera, nella sua essenzialità, serba comunque traccia della passione per il recupero dei valori classici al centro della vicenda mantegnesca. L’artista fa infatti ricorso a una risoluzione figurativa di età romana rilanciata nella ritrattistica del Quattrocento, una scelta che rinsalda l’idea di considerare l’opera come una delle prime prove del maestro attinenti a tale genere figurativo. Di lì a poco Mantegna mette infatti a punto una formula di grandiosa modernità, declinata in chiave encomiastico-celebrativa, che ha il suo apice nella celeberrima “Camera degli Sposi” in Palazzo Ducale a Mantova, decorata tra il 1465 e il 1474. Proprio qui è inoltre stato individuato il termine di confronto più stringente per sciogliere l’identità del personaggio della teletta a Capodimonte, nel particolare della scena con l’immagine di Francesco Gonzaga che incontra il padre Ludovico.

Testo di Maria Teresa Tancredi 

 

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This painting belongs to the collections of Museo nazionale di Capodimonte in Naples. It was made in tempera on a 25,5x18 cm canvas and portrays the profile of a beardless prelate, who, despite his extreme youth, wears the Cardinal’s purple robe and hat. These details supported the hypothesis, as of 1895, that the subject may correspond to the portrait of Francesco Gonzaga, elected Cardinal at just seventeen in 1461 and son of the Marquis of Mantua Ludwig III, responsible for the employment of Andrea Mantegna in 1459. The picture is agreed to be by the great painter of the Gonzaga court and dated 1461, close – among other things – to Mantegna’s move from Padua to Mantua in 1460, from the city in which the master was formed, studying the sculpture of Donatello and Antiquity. In this context it is remarked that this essential picture still holds traces of the passion to return to classical values in the middle of Mantegna’s adventure. The artist turns to figurative resolutions from the Roman age, relaunched in 1400s portraiture, a choice confirming the idea of considering the work as one of the master’s first experiments in this figurative genre. Not long afterwards, Mantegna would focus on a grandiosely modern, praiseworthy and celebratory formula, reaching its peak in the renowned “Bridal Chamber” in the Ducal Palace of Mantua, decorated between 1465 and 1474. Here, too, the most vital connection point was found to solve them identity of the subject in the canvas at Capodimonte, in the detail of the scene with the image of Francesco Gonzaga meeting his father Ludwig.

 

 Text by Maria Teresa Tancredi 

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