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Ritratto di Bia de' MediciPortrait of Bia de' Medici
Agnolo BronzinoAgnolo Bronzino
Galleria degli UffiziGalleria degli UffiziGalleria degli Uffizi, FirenzeFlorenceFlorance, ItaliaItalyItalie
Olio su tavola, 63 x 48 cm., anno 1542 ca.

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Il Vasari nella Vita di Agnolo Bronzino racconta che ritrasse "anche la Bia fanciulletta e figliola naturale del Granduca". L’ambasciatore di Francesco Maria II della Rovere in Toscana, Simone Fortuna, nel 1560 notava che il duca Cosimo “ne’ primi anni del suo ducato, ebbe da una gentildonna di Fiorenza una puttina, .... Et la Signora duchessa Leonora, trovatala in casa, l’allevava amorevolmente come nata che era dal marito prima che lei fusse sua sposa”. 

Bianca detta Bia fu carissima al padre, che pieno di dolore per la sua morte all’età di circa cinque anni, nel 1542, commissionò il ritratto al Bronzino, il primo e il più celebre della serie dei suoi figli. La datazione dell’opera oscilla dunque tra il 1542 e il 1545, contemporanea al Ritratto di Eleonora di Toledo con il figlio e dopo quello di Lucrezia Panciatichi di cui riprende l'impostazione. Il prezioso blu di lapislazzulo evidenzia il volto della bambina e il luminoso chiarore dell'abito, intonato al suo nome. La luce fredda, priva di effetti chiaroscurali, e le forme levigate accentuano l'ufficialità della destinazione del ritratto, conferendo al personaggio, estraniato dalla quotidianità, un'immobilità innaturale per sottolinearne il "decoro", il rango. La posa rigida d'obbligo nei ritratti ufficiali, per quanto alleggerita da quasi impercettibili accenni di movimento, come se la bimba stesse per alzarsi, è sottolineata dall'eleganza dell'abbigliamento che, come era d'uso, non si discosta dalla moda delle donne adulte. Bia ha i capelli scriminati al centro della testa e ricadenti a caschetto, con due treccine, legate con cura, un taglio "moderno" per il quale si è addirittura ipotizzato un intervento di monache o di ragioni igieniche. La veste, dall'ampia scollatura e gli evidenti spallini arricciati, è resa preziosa dalle decorazioni e dalla ricchezza dei gioielli, le perle al collo e alle orecchie, la massiccia catena d’oro della cintura coordinata con quella che sorregge un medaglione col profilo di Cosimo, tenero ricordo di un padre affettuoso e non solo emblema di un uomo di potere. 

Testo di Giovanna Lazzi 

©Tutti i diritti riservati

In the Life of Agnolo Bronzino, Vasari relates that he portrayed "also Bia, the girl and Great-Duke’s natural daughter". In 1560, Francesco Maria II della Rovere’s Ambassador in Tuscany, Simone Fortuna, noted that Duke Cosimo “in the early years of his Duchy had a from a gentlewoman of Florence a maiden, .... And Signora Duchess Leonora, then at home, raised her lovingly as if born from the husband before she was his bride”. 

Bianca, known as Bia, was dear to her father, who, greived by her death at the age of around five, in 1542, commissioned the portrait of Bronzino, the first and most celebrated in the series of his children. So the dating of this work oscillates between 1542 and 1545, contemporary with the Portrait of Eleonora di Toledo with her child and after that of Lucrezia Panciatichi, whose layout he revives. The precious Lapis lazuli blue highlights the face of the girl and the bright glow of the clothes, intoned in his name. The cold light, lacking chiaroscuro effects, and the light forms accentuate the official destination of the portrait and give the character, bereft of the everyday, an unnatural immobility that emphasises his rank and "decorum". The imposed rigid pose of official portraits is softened by almost imperceptible hints of movement, as if the child were about to rise, but is also underlined by the elegance of dress which, as per custom, is not far from adult female fashion. Bia’s hair is parted at the centre of her head and falls into a bob, with two carefully bound plaits, a “modern” cut that has even suggested intervention by nuns or for hygiene reasons. The dress, with its wide neckline and pronounced curled shoulderpads, is embellished by the decorations and richness of the jewels, the pearls at the neck and ears, the massive gold chain in the belt matching the one supporting a medal with the profile of Cosimo, tender reminder of an affectionate father, not only emblem of a man of power.

Text by Giovanna Lazzi 

©All Rights Reserved 

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