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Le sorelle della pittrice giocano a scacchiThe Chess Game
Sofonisba AnguissolaSofonisba Anguissola
Narodowe MuzeumNarodowe MuzeumNarodowe Muzeum, PoznanPoznanPoznan, PoloniaPolandPolon
Olio su telaOil on canvas, 72 x 97 cm., anno 1555


Il dipinto, firmato e datato sul bordo della scacchiera «SOPHONISBA ANGUSSOLA VIRGO AMILCARIS FILIA EX VERA EFFIGIE TRES SUAS SORORES ET ANCILLAM PINXIT MDLV», arrivò a Roma tra i beni dell'umanista e collezionista Fulvio Orsini, che ereditati dal cardinale Odoardo Farnesea giunsero a Napoli, furono acquistati da Luciano Bonaparte e nel 1823 pervennero alla collezione, oggi al Museo Narodowe. 

Giorgio Vasari, in visita a Cremona, ospite di Amilcare Anguissola descrisse ammirato l'opera: «Dico di aver veduto quest'anno in Cremona, in casa di suo padre e in un quadro fatto con molta diligenza, ritrarre tre sue sorelle, in atto di giocare a scacchi, e con esse loro una vecchia donna di casa, con tanta diligenza e prontezza, che paiono vive, e che non manchi loro altro che la parola.». Nell'amena ambientazione all'aperto, all'ombra dell'antica quercia, simbolo della solidità della famiglia, sullo sfondo di un paesaggio azzurrino sfumato alla fiamminga, Lucia, la terzogenita, muove una pedina sulla scacchiera mentre Minerva, la quartogenita, la fissa interpellandola e la sorellina minore, Europa, le sorride sotto l'occhio vigile della governante, già ritratta altre volte da Sofonisba. Il gioco di sguardi è attentamente studiato e altamente significativo: le ragazze si rivolgono ognuna alla sorella di età immediatamente superiore, e Lucia alla maggiore che dipinge e, come testimoniano vari disegni, aveva indagato le espressioni del volto sulla scorta della teoria leonardesca dei moti dell’animo. I ruoli e gli stati sociali sono sottolineati dalla gestualità e soprattutto dall'abbigliamento. Le fanciulle indossano abiti che seguono la moda degli adulti, come era in uso nelle classi agiate; i tessuti preziosi, tramati d'oro, enfatizzano le fogge e si nota nella più grande la sottogonna che gonfia la veste; raffinati ricami ornano le camicie, con tocchi di eleganza ricercata soprattutto in quello nero, bellissimo, della bambina piccola. Le acconciature raccolte ma elaborate e i costosi gioielli sottolineano lo status in contrasto con la semplicità delle vesti della domestica, la cui età e posizione sembrano denunciate anche dai capelli grigi appena coperti dall'asciugatoio. Il potere e la ricchezza della famiglia sono ricordati anche dal dettaglio della collana di Minerva che torna al collo della madre nel ritratto oggi a Berlino.  

La partita si svolge in un clima domestico e sereno ma l'impegno e l'antagonismo nel gioco è palpabile e certamente non dimentica la simbologia tanto amata dall'iconografia sia liturgica come contrasto tra bene e male, in virtù del bianco e nero delle pedine, che profana, allusiva alle schermaglie amorose come nella Partita a scacchi di Giulio Campi (1530 ca Museo civico d'arte antica, Torino) attribuita dal Longhi alla stessa Sofonisba. Il gioco, che a Cremona aveva ritrovato particolare vitalità grazie al poema Scacchia ludus del vescovo di Alba Marco Gerolamo Vida, faceva parte del variegato programma pedagogico delle fanciulle della famiglia Anguissola, poiché il padre lo riteneva un esercizio intellettuale eccellente per una donna, a differenza delle carte e con i dadi regolati dalla fortuna e non dal'ingegno. Le regine degli scacchi sono le due sorelle la cui intelligenza e virtù si impegnano in una prova di abilità e di vita.

Testo di Giovanna Lazzi 

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This painting, signed and dated on the chess board «SOPHONISBA ANGUSSOLA VIRGO AMILCARIS FILIA EX VERA EFFIGIE TRES SUAS SORORES ET ANCILLAM PINXIT MDLV», reached Rome among the property of humanist and collector Fulvio Orsini: inherited by Cardinale Odoardo Farnesea, it reached Naples, was purchased by Luciano Bonaparte and in 1823 entered the collection now at Narodowe Museum. 

Giorgio Vasari, visiting Cremona as Amilcare Anguissola’s guest, described the admired work thus: «I say I saw him this year in Cremona, in his father’s house and in a picture made with great diligence, depicting three of his sisters in the acting of playing chess, and an old lady of the house with them, with such diligence and ability they seem alive and lack only words.». In the pleasant, open-air setting, in the shade of the ancient oak, symbol of family solidarity, on the background of a bluish landscape in Flemish-style, Lucia, the third born, moves a pawn on the board while Minerva, the fourth born, stares at her in appeal and the youngest sister, Europa, smiles at her under the watch of the governess, already portrayed several times by Sofonisba. The play of looks is carefully studied and highly significant: each girl turns to the immediately elder sister, and Lucia to the eldest, who is painting and, as various drawings testify, investigated facial expressions in the light of Leonardo’s theory of the motions of the soul. The roles and social statuses are emphasised by the gestures and especially the clothes. The maidens wear dresses following adult fashion, as was the custom in the privileged classes: the precious, gold-embroidered textiles accentuate the shapes, and in the eldest one notes the petticoat swelling her clothes; refimed embroidering decorates the blouses, with touches of studied elegance partivularly in the young girl’s, which is black and beautiful. The gathered but elaborate hairstyles and costly jewels underline the status, in contrast with the simplicity of the servant’s clothes, her age and position appearing to be denounced by her grey hair, barely covered by the towel. The family power and wealth is also recalled by the detail of Minerva’s necklace, which returns on the mother’s neck in the portrait now in Berlin. The match is held in a domestic, serene climate, but the commitment and antagonism in play are palpable and hardly lack the much-loved iconographic, liturgical symbolism, such as the contrast between good and bad, by virtue of the black and white pawns, as well as profane themes, alluding to loving skirmishes as in Giulio Campi’s Chess Match (1530 ca, Museo civico d'arte antica, Turin), attributed to Sofonisba by Longhi. The game was particularly revitalised at Cremona thanks to the poem Scacchia ludus by the Bishop of Alba Marco Gerolamo Vida, and was part of the Anguissola family’s children’s didactic programme, as the father considered it an excellent intellectual exercise for a woman, unlike cards, or dice, regulated by luck rather than ingenuity. The chess queens are the two sisters, whose intelligence and virtue are employed in a test of skill and life.

 Text by Giovanna Lazzi

 

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