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Sposalizio della VergineThe Marriage of the Virgin
PeruginoPerugino
Musée des Beaux-ArtsMusée des Beaux-ArtsMusée des Beaux-Arts, CaenCaenCaen, FranciaFranceFrance
Olio su tavolaOil on Wood, 236 x 186 cm., anno 1501 - 1504


La composizione del dipinto richiama la Consegna delle chiavi che Perugino aveva affrescato circa vent'anni prima nella Cappella Sistina: ricorre infatti nello sfondo il grande edificio ottagonale a pianta centrale (simbolo del Tempio di Gerusalemme), alla fine di un pavimento a riquadri prospettici, che amplifica la scena in primo piano secondo un ideale di razionalità geometrica che è diventato tra gli emblemi del Rinascimento italiano, soprattutto dopo che venne ripreso anche da Raffaello in un celeberrimo Sposalizio nella Pinacoteca di Brera (1504).
L'edificio si trova alla sommità di una gradinata, ed ha quattro protiri rinascimentali con archi a tutto sesto e cupolette in corrispondenza dei quattro lati principali, dove si aprono verosimilmente quattro portali con timpano triangolare identici. Il motivo dell'arcata, cieca, si trova anche nei lati minori. Oltre la cornice marcapiano, il secondo piano presenta un'intelaiatura decorativa con lesene, marcadavanzale e cornicione, in cui si aprono finestre rettangolari con timpano ad arco. Il coronamento, con camminamento balaustrato, è una cupola con tegole di laterizio, tagliata dal bordo superiore del dipinto che la fa apparire ancora più imponente di quello che in realtà possa essere. Si tratta di un edificio che richiama l'ideale classico del Rinascimento, come lo immaginavano gli intellettuali dell'epoca basandosi sui trattati di Leon Battista Alberti: in realtà l'architettura dell'antica Roma non ha mai prodotto edifici con tali elementi.
Come nella maggior parte delle opere del Perugino, la composizione è impostata a criteri di simmetria, movimentati dal variare ritmico delle pose. Attorno al perno centrale del sacerdote, che sta perfettamente sull'asse dell'edificio centrale e, soprattutto della sua maestosa porta aperta sullo sfondo, sono disposti san Giuseppe, a sinistra vestito di giallo, con dietro il corteo maschile, e la Vergine Maria, a destra, seguita dalle donne. Secondo le storie di Maria infatti lei, appena uscita dal periodo monacale nel Tempio di Gerusalemme, in cui aveva trascorso tutta l'adolescenza, venne destinata alle nozze ma solo con colui che portando un ramoscello (o mazza) fosse stato prescelto da un segno divino. Il ramoscello di Giuseppe fiorì, mentre quelle degli altri giovani no, infatti nell'iconografia dell'episodio si vede sempre almeno uno di loro che spezza il proprio ramoscello con una gamba o il ginocchio. L'evidente vecchiaia di Giuseppe era anche un elemento che metteva in risalto l'impossibilità di consumazione del matrimonio, sottintendendo così il dogma della verginità di Maria. I panneggi ricadono pesanti e luminosi come macchie di colore, con quell'effetto "bagnato" che Perugino aveva appreso durante la sua formazione fiorentina nella bottega del Verrocchio. Il paesaggio sullo sfondo mostra dolci colline, punteggiate da esili alberelli, che sfumano in lontananza verso l'orizzonte, dando l'impressione di uno spazio infinitamente vasto e profondo.

Fonte: Wikipedia

The composition of the painting recalls the Delivery of the Keys that Perugino had frescoed about twenty years earlier in the Sistine Chapel: in fact, in the background there is a large octagonal building with a central plan (symbol of the Temple of Jerusalem), at the end of a floor with perspective panels, which amplifies the scene in the foreground according to an ideal of geometric rationality that has become one of the emblems of the Italian Renaissance, especially after it was also taken up by Raphael in a famous Marriage in the Brera Picture Gallery (1504).
The building is located at the top of a staircase, and has four Renaissance prothyruses with round arches and domes on the four main sides, where four identical triangular tympanum portals are likely to open. The motif of the arch, blind, is also found on the smaller sides. In addition to the stringcourse frame, the second floor has a decorative frame with pilaster strips, sill marker and cornice, in which rectangular windows with an arched tympanum open. The crowning, with a balustraded walkway, is a dome with brick tiles, cut from the upper edge of the painting, which makes it appear even more imposing than it actually could be. It is a building that recalls the classical ideal of the Renaissance, as the intellectuals of the time imagined it based on the treatises of Leon Battista Alberti: in reality the architecture of ancient Rome has never produced buildings with such elements.
As in most of Perugino's works, the composition is based on symmetrical criteria, animated by the rhythmic variation of the poses. Around the central pivot of the priest, who stands perfectly on the axis of the central building and, above all, its majestic open door in the background, are arranged St. Joseph, on the left dressed in yellow, with the male procession behind, and the Virgin Mary, on the right, followed by the women. According to Mary's stories, in fact, as soon as she left the monastic period in the Temple of Jerusalem, in which she had spent all her adolescence, she was destined for marriage but only with the one who, carrying a twig (or bat), had been chosen by a divine sign. Joseph's twig blossomed, while those of the other young men did not, in fact in the iconography of the episode you can always see at least one of them breaking his own twig with one leg or knee. Joseph's evident old age was also an element that highlighted the impossibility of consummation of marriage, thus implying the dogma of Mary's virginity. The draperies fell heavy and luminous like spots of colour, with that "wet" effect that Perugino had learned during his Florentine training in Verrocchio's workshop. The landscape in the background shows gentle hills, dotted with slender little trees, that fade in the distance towards the horizon, giving the impression of an infinitely vast and deep space.