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DanaeDanaë
CorreggioCorreggio
Galleria BorgheseGalleria BorgheseGalerie Borghèse, RomaRomeRome, ItaliaItalyItalie
Olio su telaOil on canvas, 161 x 193 cm., anno 1531 - 1532


Nel 1530 il duca di Mantova Federico II Gonzaga commissiona quattro tele di soggetto mitologico al pittore emiliano Antonio Allegri detto il Correggio. Proprio a questo ciclo, incentrato sugli Amori di Giove narrati nelle Metamorfosi di Ovidio, appartiene la Danae conservata alla Galleria Borghese di Roma e realizzata – insieme a Il ratto di Ganimede, Giove e Io, Leda e il cigno – entro il 1531. Sulla scia del racconto ovidiano l’artista ritrae la principessa di Argo, figlia del re Acrisio, nell’atto di accogliere un impalpabile pulviscolo dorato che piove da una nuvola sospesa nella zona alta della tela. Con l’aiuto di Cupido la fanciulla si unisce a Giove, manifestatosi proprio sotto forma di polvere d’oro, ed è quindi fecondata dalla divinità. Da questa unione nasce Perseo. Sempre attingendo alle Metamorfosi,l’artista ambienta l’episodio al chiuso di una stanza. Il mito racconta infatti che Acrisio, determinato a sottrarsi alla profezia in base alla quale sarebbe morto per mano di un nipote concepito da Danae, confina la giovane figlia in una fortezza impenetrabile. Nel dipinto il luogo dell’isolamento è evocato da un edificio, visibile dall’apertura a sinistra, posto contro un paesaggio con rilievi collinari azzurri che si perdono all’orizzonte. L’arredo è essenziale, così come la scelta cromatica di prediligere una gamma di toni bianchi e dorati. La densa stesura del colore infonde morbidezza ai corpi e consistenza materica a drappi e tendaggi. Tutti questi elementi sono inoltre esaltati da una luce vibrante e unificatrice in grado di dar vita a un’atmosfera avvolgente e dare ulteriore risalto alle iridescenti ali di Cupido, con i cui simboli – le frecce scoccate per suscitare sentimenti amorosi – gioca la coppia di teneri putti nell’angolo in basso a destra. 

Testo di Maria Teresa Tancredi

In 1530 the Duke of Mantua Federico II Gonzaga commissioned four mythologically-themed canvases of the Emilian painter Antonio Allegri detto il Correggio. This cycle, centred around the Loves of Jupiter narrated in Ovid’s Metamorphoses, included the Danae conserved at Galleria Borghese in Rome and made with Ganymede abducted by the Eagle, Jupiter and Io and Leda and the Swan by 1531. On the heels of the Ovidian tale, the artist portrays the Princess of Argo, daughter of King Acrisius, in the act of grasping impalpable gold dust raining from a cloud hanging in the upper canvas area. With Cupid’s help the maiden joins Jupiter, manifest in the very form of gold dust, and is then fertilised by the divinity. Perseus was born of this union. Still drawing on the Metamorphoses,the artist sets the episode at a room closure: the myth relates that Arcisius, determined to escape the prophecy that he would die at the hand of a nice conceived by Danae, confines the young daughter in an impenetrable fortress. The painting evokes the place of isolation by a building, visible from the opening a sinistra, placed against a landscape with blue hill relief lost on the horizon. The setting is essential, as is the Chromatic choice to privilege a range of white and gold tones. The dense colour draft gives the bodies softness, the drapes and curtains material consistency. Further, all these elements are heightened by a vibrant, unifying light that enlivens a gripping atmosphere and lends more weight to Cupid’s iridescent wings, as the couple of tender cherubs in the lower right corner play with their symbols: the ruffled arrows to awake loving feelings.

Text by Maria Teresa Tancredi