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AutoritrattoSelf-portrait
Sofonisba AnguissolaSofonisba Anguissola
Pinacoteca di BreraBrera Art GalleryGalerie d'art de Brera, MilanoMilanMilan, ItaliaItalyItalie
Olio su telaOil on canvas, 36 x 29 cm., anno 1560 - 1561


Nella giovane elegante e pensosa è stata riconosciuta Sofonisba o la sorella, suor Minerva, al secolo Elena, (1536-post 1585) seconda figlia di Amilcare e di Bianca Ponzoni, anche lei pittrice, che si ritirò nel monastero domenicano di San Vincenzo a Mantova, da non confondere con Minerva quarta figlia della coppia, insegnante ed eccellente letterata, identificabile con la ragazzina a destra nella Partita a scacchi. Colpisce la luce che tornisce la testa creando una profonda cesura tra la zona d'ombra che quasi ne oscura metà e l'altra che lo plasma con prepotenza, mentre l'incarnato acquista morbidezza dall'uso sapiente delle gradazioni cromatiche. L'eleganza dell'abito si percepisce nei tocchi di tramature dorate e soprattutto nel dettaglio della camicia che sottolinea il volto con grazia garbata ma non nasconde il lusso di un prezioso ricamo. L'appartenenza alla famiglia è sottolineata dalla caratteristica acconciatura rappresentata uguale in tutte le donne di casa. Il lusso discreto denota la ricchezza della casata e si addice alla grazia della fanciulla, raccolta in un atteggiamento intimistico, un sorriso appena accennato, gli occhi spalancati, un carattere che si intuisce dai dettagli somatici e dall'atteggiamento, esplorato proprio attraverso le gradazioni cromatiche e i giochi di luce. Il particolare ben sottolineato della cordella che si chiude sul collo aggiunge un ulteriore tocco di realismo che ben si addice alla ricerca di introspezione psicologica, a voler rappresentare un momento di particolare sensibilità. L'acconciatura e la tipologia dell'abito aperto a lasciare ammirare il colletto della camicia tornano anche nel Ritratto di Europa Anguissola bambina (Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo) attribuito a Lucia Anguissola, un segnale di come nella famiglia si fosse sviluppato un vero linguaggio artistico sulle orme di Sofonisba, che, grazie alla sua educazione e alle sue doti, aveva potuto dedicarsi alla pittura in maniera professionale, esaltando quella creatività al femminile che in qualche modo sovvertiva i canoni dell’epoca. Non dipinse cioè nature morte, piccoli quadretti votivi o paesaggi idilliaci ma autoritratti e ritratti di personaggi celebri in cui metteva in evidenza non solo l'apparire ma anche l'essere, non solo il rango ma soprattutto il carattere. 

 Nella scheda dalla Pinacoteca di Brera si dà notizia di una iscrizione sullo sfondo o sopra la spalla della fanciulla, come in altri dipinti dell'artista da leggere come: "Sophonisba Anguissola Amilcaris Filia Cremonensis (pinxit), che indurrebbe ad escludere che il ritratto sia stato eseguito in Spagna, ove la pittrice si trasferì nel 1560, poiché il patronimico e l'indicazione della città di nascita erano superflue presso la corte spagnola. La data del ritratto va probabilmente letta MDLIX (1559) e non MDLXI, ipotizzando una malaccorta lettura dei numeri romani. 

 Testo di Giovanna Lazzi

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This elegant, thoughtful young lady has been recognised as Sofonisba or her sibling, Sister Minerva, then Elena (1536-post 1585), the second daughter of Amilcare and Bianca Ponzoni, another painter, who withdrew into the Domenican Monastery of San Vincenzo at Mantua, not to be confused with Minerva, the couple’s fourth daughter: she was a highly literate teacher, identifiable with the girl on the right in Game of Chess. The striking light surrounds her head and creates a deep split between the shadowy area that almost obscures half of her and the other part, which assuredly forms it, while the subject is softened by the wise use of chromatic gradation. The elegance of her dress is perceived in the touches of golden weave and especially the blouse detail, underlining her face with polite grace without hiding the luxury of precious embroidery. Her belonging to the family is stressed by the characteristic hairstyle, portrayed as the same in all ladies of the home. The discreet luxury denotes the wealth of the house and suits the grace of the girl, captured in an intimate attitude, barely hinting at a smile, her eyes wide, her personality implied by the somatic details and attitude, explored through those chromatic gradations and play of light. The emphasised detail of the rope closed on her neck adds a further touch of realism, which is well suited to the search for psychological introspection, so as to depict a moment of special sensitivity. The hairstyle and type of dress – open to show off the shirt collar – return in the Portrait of Europa Anguissola as a Child (Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo), attributed to  Lucia Anguissola, a mark of how the family saw the development of a true aristic language in the footsteps of Sofonisba, whose education and gift allowed her to dedicate herself to painting professionally, exalting the feminine creativity that somehow subverted contemporary rules: that is, depicting not still life, small votive paintings or idyllic countryside, but self-portraits and images of renowned figures that stressed not only appearance but also being, not only rank but – especially – character. 

 The Pinacoteca di Brera archives refer to an inscription in the background or above the girl’s shoulders, which is as in other paintings to be read as: "Sophonisba Anguissola Amilcaris Filia Cremonensis (pinxit)”. This would imply that the portrait was not made in Spain, whither the painter moved in 1560, as the patronymic and indication of the city of birth were superfluous at the Spanish court. The date of the image should probably be read as MDLIX (1559) rather than MDLXI, suggesting maladroit reading of Roman numerals. 

 Text by Giovanna Lazzi

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