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Adorazione dei Magi (Scomparto di Predella della Pala degli Oddi)Adoration of the Magi (Part of the Oddi Altarpiece Predella)
Raffaello SanzioRaphaelRaffaello Sanzio
Musei VaticaniVatican MuseumsMusées du Vatican, Città del VaticanoVatican CityCité du Vatican, Stato del VaticanoVatican StateÉtat du Vatican
Tempera grassa su tavolaTempera on wood, 27 x 50 cm., anno 1502 - 1503


Nell'Adorazione dei Magi a differenza degli altri scomparti manca la struttura architettonica e tutta l'attenzione si concentra sulla folta schiera di personaggi divisi in due gruppi ma dinamicamente disposti come su un palcoscenico, quasi una sacra rappresentazione. Sullo sfondo di un paesaggio collinare plasmato da una sfumata luce azzurrina, interrotto da alberelli, si staglia la massa scura di un edificio in rovina, con le pareti parzialmente crollate, memore forse del significato simbolico della capanna rappresentata come un rudere per alludere alla fine del mondo pagano sostituito dalla verità cristiana. L'attenzione è concentrata sui personaggi soprattutto sulla massa dei comprimari di cui si studiano con attenzione abiti e gesti: le calzebrache e i corti farsetti dei due paggi di schiena denunciano studi anatomici, il più giovane dei Magi al centro nella sua posa un po' affettata e molto peruginesca fa quasi da raccordo tra i due gruppi, e con gli altri due fornisce quelle specifiche legate alle tre età dell'uomo che i re rappresentano, ben connotati non solo dalle fisionomie - imberbe, con pizzo, e barba lunga - ma anche dagli abiti, laddove il re anziano  segnala l'origine orientale con il caratteristico copricapo. La divisione dello spazio attraverso i movimenti semicircolari dei personaggi ha un senso simbolico ma anche compositivo. Mediante la contrapposizione tra i due gruppi l’artista crea intorno alla Vergine e al Bambino una sorta di spazio sacro aperto e circolare, quasi tridimensionale, accentuando il sapore teatrale della scena. La differenza tra i due gruppi è sottolineata anche dalla tavolozza, con verdi e rossi aggressivi e bianchi splendenti nel corteggio in contrasto con i blu e i magenta più pacati degli astanti intorno alla sacra famiglia e ai bruni spenti dei pastori, umili rappresentanti delle classi subalterne. Raffaello unisce la maestà di una processione regale, come la intendevano i pittori della scuola umbra, con il movimento e l'azione dei fiorentini, rivelando l'acquisita capacità di dominare complesse strutture spaziali anche attraverso gli effetti dell’atmosfera e della luce. L’Adorazione non fa parte dei soggetti della predella di Fano ma deriva da un famoso affresco del Perugino a Firenze, ora distrutto, e altre tavole del pittore umbro. 

Testo di Giovanna Lazzi

Unlike the other parts, the Adoration of the Magi lacks the architectural structure and all concentration is focused on the dense throng of characters divided into two groups but set out dynamically as if on a stage, also a Passion Play. On the background of a hilly landscape, formed by a bluish sfumato light, interrupted by little trees, the dark mass of a building in ruins stands out, its walls partially collapsed, perhaps to recall the symbolic meaning of the hut, portrayed as remains to allude to the end of the Pagan world replaced by the Christian truth. Attention centres on the characters, particularly the mass of supporters, whose clothes and gestures are carefully studied: the short socks and doublets of the two turned pages point to anatomical studies; the youngest of the Magi in the centre, his pose rather affected and close to Perugino almost acts to link the two groups, and forms with the two others those specific references to the three ages of men represented by the kings, well depicted not only by their physiognomies – beardless, with a goatee, and bearded – but ma also by the clothes, where the elderly king marks his oriental origin with the characteristic head covering. The division in space through the characters’ semicircular movements is both symbolic and compositional in meaning. The artist uses the counterposition of two groups to create a sort of sacred space around the Virgin and Children, open, circular and almost three-dimensional, highlighting the theatrical flavour of the scene. The difference between the two groups i salso emphasised by the canvas, its aggressive greens and whites and shining whites in the cortege contrasting the softer blues and magentas of those standing around the Holy Family and the dimmed browns of the shepherds, humble representatives of the subordinate classes. Raphael unites the majesty of a royal procession, as understood by the painters of the Umbria school, with the movement and action of the Florentines, displaying his acquired ability to master complex spatial structures through atmospheric and lighting effects. The Adoration is not a part of the Fano Altarpiece subjects but derives from a famous fresco by Perugino in Florence, now destroyed, and others works by the Umbrian painter. 

Text by Giovanna Lazzi