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Ritratto di giovanePortrait of a Young Man
Paolo UccelloPaolo Uccello
Musée des Beaux-Arts de ChambéryMusée des Beaux-Arts de Chambéry, ChambéryChambéry, FranciaFrance
Olio su tavolaOil on wood, 47 x 36 cm., year 1440 - 1443 ca.


Già ritenuto di scuola veneziana dal Carotti, il Longhi rivendica il ritratto a Paolo Uccello, vedendovi intenti prospettici e ponendolo cronologicamente verso il 1440. La scritta "El fin fa tutto" alla base è stata giudicata un'aggiunta successiva, in debito con usanze fiamminghe.

Il bel profilo, teso e inciso come con il bulino, si ispira, nelle linee decise e rigide, agli esemplari dell'antichità classica, in particolare alle monete e alle medaglie ed è stato accostato anche a ritratti simili di derivazione masaccesca, già presenti nella perduta sagra della Chiesa del Carmine, distrutta alla fine del '500. Si tratta di una tipologia assai diffusa a Firenze, di solito privilegiando il profilo di sinistra, consono ad una maggiore naturalezza di rappresentazione. La luce illumina i tratti evitando di gettare ombre invasive e deleterie per la lettura e il volto risalta contro il fondo scuro e neutro tale da non turbare la resa fisionomica. L' eleganza del giovane è consona alla moda del tempo, attenta ai dettagli come il colore del cappuccio intonato alla sopravveste di pregiato panno rosato e il bordo di pelliccia al collo della gonnella che denotano l'appartenenza alla classe agiata. L'attenzione si concentra in particolare sulla resa del cappuccio dalle pieghe mosse e perfettamente seguite nel loro avvolgersi intorno al mazzocchio, quel cerchio rigido che costruiva l'ossatura del complicato copricapo. E' noto l'interesse per gli studi prospettici, geometrici e matematici su cui si esercitava Paolo Uccello, che vengono applicati in impressionanti disegni di analisi strutturali dei mazzocchi oltre alle magnifiche prove negli affreschi del Chiostro verde di Santa Maria Novella. Secondo il Vasari, l'artista, probabilmente affiancato da Paolo Toscanelli, «non ebbe altro diletto che d'investigare alcune cose di prospettiva difficili e impossibili». Giovanissimo dal 1407 fino al 1414, assieme a Donatello e altri, fu impegnato nella realizzazione della porta nord del Battistero (1403-1424), come allievo di Lorenzo Ghiberti e quindi, come era comune nelle botteghe, ben conosceva l'arte orafa che pare segnare la base di quella linea netta e precisa dei tratti e l'esercizio del disegno, elementi distintivi dei fiorentini.

Testo di Giovanna Lazzi

Though Carotti considered this portrait to be from the Venetian school, Longhi claimed it was by Paolo Uccello, seeing its perspective intents and placing it chronologically at around 1440. The text "El fin fa tutto" at its base was judged a later addition, owing to Fleming tradition

The resolute, rigid lines of this fine profile, drawn and engraved as if in burin, are inspired by examples from classical antiquity, in particular its coins and medals. The work has also been compared to similar portraits of Masaccio derivation, already present in the lost feast of the Carmine Church, destroyed at the end of '500. This typology was quite common at Florence and usually privileged the profile from the left, making representation more natural. The light illuminates the features, so no intrusive shadows fall and hinder reading, while the face stands out against the dark, neutral background, so as not to disturb the physiognomic rendering. The young man’s elegance corresponds to the fashion of the period, attentive to details such as the colour of the hood matching the surcoat of prize rosé cloth, and the fur edge on the neck of the smock, meaning he belonged to the wealthy classes. Particular attention is paid to rendering the hood, its wavy folds perfectly followed as they wrap around the mazzocchio hat, the rigid circle that formed the framework of the complicated head covering. Paolo Uccello is known for applying his interest in perspective, geometrical and mathematical studies to impressive drawings structurally analysing mazzocchi, as well as magnificent demonstrations in the frescoes of the green cloister of Santa Maria Novella. According to Vasari, the artist, probably helped by Paolo Toscanelli, «knew no other delight than to investigate certain difficult, nay impossible problems of perspective». Young from 1407 to 1414, he was, with Donatello and others, involved in the construction of the North Battistero Doors (1403-1424), as a pupil of Lorenzo Ghiberti; so, as was common in the workshops, he well knew the goldsmith art that seems to mark the basis of that clear, precise line of features and the exercise of drawing, distinctively Flemish elements.

Text by Giovanna Lazzi