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Ritratto di Lucrezia PanciatichiPortrait of Lucrezia Panciatichi
Agnolo BronzinoAgnolo Bronzino
Galleria degli UffiziGalleria degli UffiziGalleria degli Uffizi, FirenzeFlorenceFlorance, ItaliaItalyItalie
Olio su tavolaOil on wood, 104 x 84 cm., anno 1541 ca.


Il ritratto di Lucrezia moglie di Bartolomeo Panciatichi, diplomatico fiorentino con l’incarico di cameriere di Cosimo I, fu commissionato dal marito come pendant del suo, dipinto in occasione della nomina all’Accademia Fiorentina nel 1541. La bellissima donna posa la mano destra sulla pagina aperta di un libro devozionale la sinistra sul bracciolo della sedia in legno: la postura, con una sua altera freddezza tipica dei ritratti ufficiali del Bronzino già sperimentata e collaudata per l’iconografia medicea, non contraddice la bellezza marmorea del volto, atteggiato ad una quieta imperturbabilità.

La dama indossa un abito di prezioso rosato, con spallini arricciati a cui mediante agugelli si uniscono le maniche “diverse”, di color violaceo “tanè”. Un raffinato velo increspato cela la scollatura ampia secondo la moda, attentamente seguita dalla foggia dell’abito, con la vita segnata da una pregiata cintura di corniole che si intona alle maniche in un ricercato accordo cromatico. Nella collana in oro, che si aggiunge al filo di splendide perle, si legge il motto “Amour dure sans fin”, in smalto nero, le cui parole si rincorrono in maniera che possono essere lette da una parte all'altra, senza interruzioni Dure sans fin amour e Sans fin amour dure, con uno di quei giochi colti e allusivi tanto amati nella corte di Cosimo I. Un cerchio ingioiellato sottolinea come un’aureola l’acconciatura raccolta e solo apparentemente semplice, che esalta i tratti del volto consegnandoci l’immagine di una donna quasi ideale nella sua perfezione. Anche il buio dell’edicola, ricetto privilegiato per contenere le statue dei santi, che fa da sfondo di contro alla fonte luminosa concentrata sulla protagonista, le consente di emergere in tutta la sua eleganza e splendida bellezza, una vera icona profana.

Vasari lodò i ritratti dei coniugi Panciatichi come tanto naturali che paiono vivi veramente, e che non manchi loro se non lo  spirito'. Il pittore dà prova della sua esperienza con il ritratto ufficiale, e al di là della indubbia e dovuta somiglianza fisionomica, i due coniugi esprimono rango e ricchezza in dettagli accuratamente evidenziati come i gioielli e i tessuti pregiati. Di contro all’arcigna nobiltà del marito, l’austera severità della dama si stempera nella perfezione dell’ovale purissimo del volto, nell’espressione di una dolce serenità e la sua virtù, che si esprime nella evidenza della devozione religiosa e nella compostezza della ricercata eleganza, si unisce all’assoluta bellezza incarnando l’ideale femminile dei manuali, quella grazia che è appunto il risultato della fusione fra avvenenza
fisica e nobiltà di cuore.

 Testo di Giovanna Lazzi

©Tutti i diritti riservati

The portrait of Lucrezia, wife of Bartolomeo Panciatichi, a Florentine diplomatic working as a waiter for Cosimo I, was commissioned by her husband as a pendant to his, painted on the occasion of nomination to the Florentine Academy in 1541. The beautiful lady places her right hand on the open page of a prayer book and her left on the arm of the wooden chair: with its haughty coldness, typical of Bronzino’s official portraits and already tried and tested for Medici iconography, this posture does not contradict the face’s marble beauty, in an attitude of quiet unperturbability.

The lady wears an outfit of precious pink, with curled shoulder pads joined to ‘different’ sleeves of a ‘tané’ violet colour, by hems. A refined, crinkled veil conceals the fashionably wide neckline, carefully followed by the shape of the dress, with the waist marked by a prize carnelian belt, in line with the sleeves in an elegant chromatic agreement. The gold necklace, added to the thread of splendid pearls, includes the motto “Amour dure sans fin”, in black enamel, the words running so as to be read uninterrupted from one part to the other – Dure sans fin amour and Sans fin amour dure – with one of those cultivated, allusive games so loved in the court of Cosimo I. A jewelled, halo-like circle brings out the gathered, only apparently simple hair, emphasising the facial features and creating the image of a woman almost ideal in perfection. The dark of the niche, privileged way to contain the statues of the saints, forms the background against to the luminous fount concentrating on the lady and also allows her to emerge in all her elegance and splendid beauty, a true profane icon.

Vasari praised the portraits of the Panciatichi couple as "so natural as to appear truly real, and lacking in nothing if not spirit. The painter demonstrates his experience with the official portrait, and beyond their undoubted, due physiognomic similarities, the couple express rank and wealth of such accurately heightened details as the jewels and prize textiles. Against the harsh nobility of her husband, the lady’s austere elegance is softened by the perfection of her face’s pure oval, the expression of sweet serenity and virtue, expressed in her emphasised religion devotion and composed, refined elegance, joining her total beauty and incarnating the feminine ideal from manuals, the grace which comes from merging physical appeal and nobility of the heart.

 

 Text by Giovanna Lazzi

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