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Cacciata dei progenitori dall'EdenExpulsion from the Garden of Eden
MasaccioMasaccio
Basilica di Santa Maria del Carmine - Cappella BrancacciBasilica di Santa Maria del Carmine - Cappella Brancacci, FirenzeFlorence, ItaliaItaly
AffrescoFresco, 214 x 88 cm., anno 1424 - 1425


L'affresco della cacciata si trova in un riquadro alto e stretto sullo spessore dell'arcone che delimita la cappella, in posizione opposta rispetto a un soggetto simile dipinto da Masolino: il Peccato originale. Le due scene della Genesi aprivano il ciclo pittorico delle Storia di san Pietro e simboleggiavano la dannazione dell'umanità tramite l'errore dei progenitori, che poi veniva redenta tramite l'azione di san Pietro e quindi della Chiesa romana che da lui discese. Adamo ed Eva sono raffigurati nudi, con immenso realismo. In questo caso si intuisce come anche i difetti, per altro minori (come la caviglia di Adamo un po' tozza), non siano dovuti a una mancanza di esperienza, ma a una ricerca di maggiore espressività. I due protagonisti sono rappresentati in espressioni di toccante dolore e condividono la loro colpa senza accusarsi a vicenda. Vi sono alcuni particolari che differenziano l'affresco dalla scena descritta nella Genesi:

La condizione della nudità di Adamo ed Eva (nella Genesi 3,21 compare infatti «E l'Eterno Iddio fece ad Adamo e alla sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì»).

La presenza di un solo cherubino (Genesi 3,24, «Così egli scacciò l'uomo; e pose ad oriente del giardino d'Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell'albero della vita.»)
Il particolare dell'arco a sinistra, che rappresenta la porta dell'Eden, non citato dal testo sacro.

Nell'opera di Masaccio, c'è una vera e propria frattura rispetto al filone tardogotico del passato, è scomparsa la compostezza di Masolino e i personaggi sono ritratti in una cupa disperazione, appesantiti sotto l'angelo che con la spada sguainata li espelle con volontà perentoria, con un'intensità fino ad allora inedita in pittura.

I gesti sono eloquenti: mentre escono dalla porta del Paradiso, da dove provengono alcuni raggi divini, Adamo si copre il volto con le mani dallo sconforto e dal senso di colpa, ed Eva nasconde le nudità con vergogna e piange urlando, con una dolorosa espressione sul volto. In alto l'angelo della giustizia, con la spada, indica loro con durezza la via. Molti sono i dettagli di grande spessore, dai capelli madidi e appiccicaticci di Adamo (sulla Terra egli va incontro alla fatica e alla sporcizia), all'impostazione della figura dell'angelo, dipinto in scorcio come se stesse piombando dall'alto.

Nel 1642 le figure dei progenitori vennero coperte da sovrapinture di foglie di fico. Questa scena, salvata dalla ridipintura barocca della volta, ne uscì annerita dall'incendio del 1771 che distrusse gran parte della basilica. Solo con il restauro del 1983-1990 si è potuta riscoprire la brillante cromia originale e sono state eliminate le ridipinture. 

Fonte: Wikipedia

The fresco of the expulsion is in a high and narrow square on the thickness of the arch that delimits the chapel, in opposite position to a similar subject painted by Masolino: the Original Sin. The two scenes from Genesis opened the pictorial cycle of the Stories of St. Peter and symbolized the damnation of humanity through the error of the ancestors, which was then redeemed through the action of St. Peter and then the Roman Church that descended from him. Adam and Eve are depicted naked, with immense realism. In this case it can be understood that even the defects, which are minor (such as Adam's ankle a bit squat), are not due to a lack of experience, but to a search for greater expressiveness. The two protagonists are represented in expressions of touching pain and share their guilt without accusing each other. There are some details that differentiate the fresco from the scene described in Genesis:

the naked condition of Adam and Eve (in Genesis 3,21 it appears in fact "And the Eternal God made Adam and his wife leather tunics, and dressed them").
The presence of only one cherubim (Genesis 3,24, "Thus he drove man away; and he put the cherubim to the east of the garden of Eden, which vibrated from every side a flaming sword, to guard the way to the tree of life").
The detail of the arch on the left, which represents the gate of Eden, is not mentioned in the sacred text.

In Masaccio's work, there is a real fracture with respect to the late-Gothic vein of the past, Masolino's composure has disappeared and the characters are portrayed in a dark despair, weighed down under the angel who with his unsheathed sword expels them with peremptory will, with an intensity hitherto unheard of in painting.

The gestures are eloquent: as they come out of the door of Paradise, where some divine rays come from, Adam covers his face with his hands from despair and guilt, and Eve hides her nudity with shame and cries with a painful expression on her face. Above, the angel of justice, with his sword, shows them the way with harshness. There are many details of great thickness, from Adam's thick and sticky hair (on Earth he is meeting fatigue and dirt), to the setting of the figure of the angel, painted in foreshortening as if he were swooping down from above.

In 1642 the figures of the ancestors were covered with fig leaf overpaintings. This scene, saved by the baroque repainting of the vault, was blackened by the fire of 1771 which destroyed a large part of the basilica. Only with the restoration of 1983-1990 was it possible to rediscover the brilliant original colour and the repainting was eliminated.