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Ritratto di Simonetta VespucciPortrait of Simonetta Vespucci
Piero di CosimoPiero di Cosimo
Musée CondéMusée CondéMusée Condé, ChantillyChantillyChantilly, FranciaFranceFrance
Tempera su tavolaTempera on wood, 57 x 42 cm., year 1480

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Vasari aveva descritto il dipinto come "testa bellissima di Cleopatra", trasformato probabilmente nel ritratto di Simonetta quando dalla raccolta di Francesco da Sangallo passò alla famiglia Vespucci, come chiarisce l'iscrizione (di controversa datazione) SIMONETTA IANUENSIS VESPUCCIA che imita le lettere intagliate, di ricordo fiammingo.

Simonetta Cattaneo, di famiglia genovese, sposò nell'aprile del 1469, ad appena sedici anni, Marco Vespucci, cugino di Amerigo, e fu celebrata per la sua bellezza, tanto che si parlò di un rapporto amoroso anche con Giuliano de' Medici, fratello di Lorenzo il Magnifico che, in occasione della sua morte (26 aprile 1476) scrisse quattro sonetti immaginandola come una nuova stella, lucente guida dello spirito verso il bene e il bello, sublimazione dell'amore. Piero di Cosimo, pittore sofisticato, "ingegno astratto e difforme" come lo definì Vasari, fonde la leggendaria avvenenza di Cleopatra con quella della Vespucci, diventata l'icona della bellezza della propaganda laurenziana. Il mezzo busto, leggermente ruotato verso lo spettatore in modo da favorirne la visuale, è concepito all'antica con le braccia che terminano poco sotto le spalle avvolte da un panno dai colori accesi, di ispirazione orientale, quasi stridenti contro il marmoreo pallore delle membra e si staglia contro lo sfondo di un paesaggio aperto, dove gli alberi secchi e frondosi alludono alla vita e alla morte. Ma sono soprattutto le nuvole che sembrano delineare i tratti somatici: quella nera e tempestosa che segue il profilo, cupo segno di morte, allusiva del drammatico destino della donna, e le altre che invece si accendono per raggi nascosti rivelando quell'attenzione ai fenomeni meteorologici dovuti ai moti dell'aria e dell'acqua su cui insisteva tanto Leonardo. L'elaborata acconciatura esalta la fronte, resa altissima dalla rasatura dell'attaccatura dei capelli secondo la moda, e pare accordarsi con le spire dell'aspide che si attorce sulla collana d'oro tubolare a maglie snodate ma compatte che ricorda la catena detta persiana in uso nei gioielli ellenistici.

E' stata fatta anche l'ipotesi che il dipinto sia stato eseguito per Lorenzo di Pierfrancesco dei Medici il cui emblema era l'ouroboros, il rettile che si morde la coda, oscuro simbolo esoterico del male ma anche della resurrezione, tanto che è stata suggerita anche una identificazione con Proserpina.  

Testo di Giovanna Lazzi 

©Tutti i diritti riservati

Vasari described the painting as "the beautiful head of Cleopatra", probably transformed into the portrait of Simonetta when it passed from Francesco da Sangallo’s collection to the Vespucci family, as is made clear by the (controversially dated) inscription SIMONETTA IANUENSIS VESPUCCIA, imitating the carved letters of Flemish style.

Simonetta Cattaneo, from a Genoa family, married Marco Vespucci’s, Amerigo’s cousin, in April 1469, at just sixteen years old. She was so celebrated for her beauty that there was even talk of a loving relationship with Giuliano de' Medici, brother of Lorenzo the Magnificent, who on the occasion of her death (26 April 1476) wrote four sonnets, imagining her as a new star, a bright guide of the spirit towards the fine and beautiful, a sublimation of love. Piero di Cosimo, a sophisticated painter and "abstract, dissimilar genius", as Vasari defined him, merges Cleopatra’s legendary appeal with Vespucci’s, so she becomes the icon of beauty in Laurentian propaganda. The half bust, slightly turned towards the viewer so as to favour the sight, is conceived in the ancient style, the arms ending just below the shoulders, wrapped by a brightly coloured cloth, Eastern in inspiration, almost strident against the marble pallor of the limbs, standing out against the background with its open landscape, its dry and leafy trees alluding to life and death. But it is mainly the clouds that seem to delineate the somatic features: the black, stormy one follows the profile, a dark sign of death, alluding to the lady’s dramatic destiny, while the others are lit up by hidden rays, revealing that attention to meteorological phenomena due to the motions of air and water that Leonardo so insisted on. The elaborate hairstyle brings out the forehead, heightened by the attached hair in accordance with fashion, and seems to agree with the turns of the asp twisting on the tubular gold necklace, the jointed but compact dress recalling the Persian in the use of Hellenistic jewels.

There is a further hypothesis that the painting was made for Lorenzo di Pierfrancesco dei Medici, whose emblem was the ouroboros, the reptile biting its tail, an obscure esoteric symbol of both evil and resurrection, extending to a possible identification with Proserpine.  

 Text by Giovanna Lazzi 

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