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Madonna col Bambino tra i santi Nicola di Bari, Caterina d'Alessandria e un donatoreMadonna and Child with Two Saints and a Donor
Gentile da FabrianoGentile da Fabriano
GemäldegalerieGemäldegalerieGemäldegalerie, BerlinoBerlinBerlin, GermaniaGermanyAllemagne
tempera e oro su tavolatempera and gold on wood, 131 x 113 cm., anno 1395 - 1400


L'opera venne dipinta probabilmente per la chiesa di Santa Caterina in Castelvecchio a Fabriano, presso il cui convento visse il padre del pittore dal 1385, dopo che era rimasto vedovo. Al nome della chiesa alluderebbe la presenza di santa Caterina d'Alessandria a destra, individuabile dalla sola palma del martirio in mano, il tradizionale attributo della ruota dentata qui è rappresentato molto piccolo e sembra quasi un gioiellino nascosto sotto la sua scarpa sinistra. Il donatore inginocchiato è stato riconosciuto come un mercante, forse Ambrogio di Bonaventura. La scena mostra la Madonna col Bambino in trono, che guarda verso lo spettatore, affiancata dai due santi, Nicola di Bari e Caterina, e dal donatore inginocchiato in basso, di proporzioni più piccole, secondo la tradizione medievale, ma comunque considerevoli. La sua figura è di profilo e rigidamente immota, con una buona resa della fisionomia individuale nel ritratto. Maria poggia i piedi su una pedana decorata da archetti polilobati, a sua volta collocata sopra uno straordinario prato fiorito, con le specie vegetali indagate con grande cura, tra cui spiccano due alti gigli bianchi, tipico fiore offerto a Maria, simbolo della sua purezza. Tale caratteristica deriva dalla tradizione del gotico internazionale lombardo, nella cui area di influenza, verosimilmente a Pavia, Gentile abbe la sua formazione. Alcuni stilemi rimandano inequivocabilmente alla tradizione tardogotica, come il ritmico cadere delle pieghe dei panneggi in linee sinuose, mentre altri rimandano a un rinnovato naturalismo, come la figura esile e atteggiata con scioltezza del Bambino, benedicente verso il committente e con un braccio che va a cercare il collo della madre. Il suo corpicino è avvolto da Maria in un panno foderato di pelliccia, morbida e calda, resa grazie a uno stratagemma pittorico di sfumature ovattate e delicatissime che è tipico del pittore. La stessa resa materica si ritrova anche nel vestito di Caterina, abbigliata con lo sfarzo di una principessa dell'epoca. Un altro chiaro indizio della paternità gentilesca è il gesto della mano in scorcio di san Nicola, che sembra uscire dal dipinto, secondo un procedimento illusionistico che venne messo a punto meglio in opere successive, come la Pala Strozzi. Altre caratteristiche tipiche sono la fisionomia di Maria, con gli occhi grandi come nella Madonna col Bambino in gloria tra i santi Francesco e Chiara, o l'attenzione alla riproduzione di gioielli, come le spille che reggono i manti della Vergine e di Nicola.

Fonte: Wikipedia

 

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The work was probably painted for the church of Santa Caterina in Castelvecchio in Fabriano, in whose convent the painter's father lived since 1385, after he had been a widower. The name of the church would allude to the presence of St. Catherine of Alexandria on the right, identifiable by the only palm of martyrdom in her hand, the traditional attribute of the cogwheel here is very small and looks almost like a jewel hidden under her left shoe. The kneeling donor has been recognized as a merchant, perhaps Ambrose of Bonaventure. The scene shows the Madonna and Child enthroned, looking towards the spectator, flanked by the two saints, Nicola di Bari and Caterina, and the donor kneeling at the bottom, of smaller proportions, according to medieval tradition, but still considerable. His figure is in profile and rigidly motionless, with a good rendering of the individual physiognomy in the portrait. Mary rests her feet on a platform decorated with polylobed arches, in turn placed above an extraordinary flowering meadow, with the plant species investigated with great care, including two tall white lilies, a typical flower offered to Mary, a symbol of her purity. This characteristic derives from the Lombard international Gothic tradition, in whose area of influence, probably in Pavia, Gentile abbe his formation. Some styles refer unequivocally to the late Gothic tradition, such as the rhythmic fall of the folds of the draperies into sinuous lines, while others refer to a renewed naturalism, such as the slender and fluent figure of the Child, blessing the client and with an arm that goes looking for his mother's neck. His little body is wrapped by Mary in a soft and warm fur-lined cloth, rendered thanks to a pictorial stratagem of muffled and delicate shades that is typical of the painter. The same material rendering can also be found in Catherine's dress, dressed in the magnificence of a princess of the time. Another clear indication of the Gentilesque paternity is the gesture of the foreshortened hand of Saint Nicholas, which seems to come out of the painting, according to an illusionistic procedure that was better developed in later works, such as the Strozzi Altarpiece. Other typical features are the physiognomy of Mary, with her eyes as large as in the Madonna and Child in Glory between Saints Francis and Clare, or the attention to the reproduction of jewels, such as the brooches holding the cloaks of the Virgin and Nicholas.

 

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