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Pala degli OddiOddi Altarpiece
Raffaello SanzioRaphaelRaffaello Sanzio
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olio su tavola trasportata su telaoil on wood transferred on canvas, 272 x 165 cm., anno 1502 - 1503


Portata in Francia nel 1797 da Napoleone, dove venne trasferita su tela, la Pala nel 1815 fece ritorno in Italia e, come molte opere recuperate, finì in Vaticano, dove restò a disposizione di papa Pio VII che decise di inserirla nella Pinacoteca. L'opera, commissionata nel 1502 da Maddalena degli Oddi per la chiesa di San Francesco al Prato a Perugia, realizzata da Raffaello intorno all’età di 20 anni, rappresenta l'incoronazione della Vergine, e la sua assunzione in cielo insieme all'accenno al sacro cingolo, la cintura donata da Maria a san Tommaso. La Pala riprende l'impianto di opere del Perugino come il doppio registro spaziale, anche se le differenze di stile tra le due sezioni hanno fatto ipotizzare la realizzazione in due momenti, che pare confermata anche da indagini radiografiche e riflettografiche. I personaggi nella parte bassa assumono pose più dinamiche, le fisionomie sono più ricercate e l’impianto compositivo è più robusto, caratteristiche che Raffaello potrebbe aver assorbito nel corso dei viaggi nel 1503 tra Roma, Firenze e Siena. La predella, tuttora in loco, è composta da tre scomparti, trasportati su un'unica tela, poi divisi e incorniciati da pilastrini. Le scene mariane, che ricordano tre episodi dell'infanzia di Cristo - l'Annunciazione, l'Adorazione dei Magi e la Presentazione al Tempio - si collocano secondo una sequenza ritmica convenzionale in Umbria ma il contrasto tra la prospettiva luminosa del fondo e la solida monumentalità di certi personaggi indicano il percorso verso un linguaggio nuovo che si stava consolidando nel giovane pittore attraverso diversificate esperienze,  sulla base di una cultura complessa  Il modello è la predella della Pala di Fano di Perugino e altre opere simili, tanto che Vasari commentava “È cosa notabilissima che, studiando Raffaello la maniera di Pietro, la imitò così a punto e in tutte le cose, che i suo ritratti non si conoscevano dagl’originali del maestro... come apertamente dimostrano ancora in San Francesco di Perugia alcune figure che egli vi lavorò in una tavola a olio per madonna Madalena degli Oddi .... a piè della tavola, in una predella di figure piccole spartite in tre storie, è la Nostra Donna annunziata dall’Angelo, quando i Magi adorano Cristo, e quando nel tempio è in braccio a Simeone: la quale opera certo è fatta con estrema diligenza; e chi non avesse in pratica la maniera, crederebbe fermamente che ella fusse di mano di Pietro, là dove ell’è senza dubbio di mano di Raffaello”. 

Testo di Giovanna Lazzi

This altarpiece was brought to France in 1797 by Napoleon, where it was transferred to canvas, before returning to Italy and, like many recuperated works, reached the Vatican, where it remained in the hands of Pope Pius VII, who decide to place it in the Pinacoteca. Commissioned in 1502 by Maddalena degli Oddi for the Church of San Francesco al Prato at Perugia, and made by Raphael aged around 20, the piece depicts the crowning of the Virgin and her assumption into Heaven together with reference to the holy girdle, the belt donated by Mary to Saint Thomas. The Altarpiece takes up the layout of the works of Perugino, such as the double spatial register, thug the stylistic differences between the two sections have suggested two bouts of painting, seemingly confirmed by X-ray and reflectography investigations. The characters in the lower part assume more dynamic positions; the physiognomy is more studied, the compositional layout more robust, characteristics Raphael may have absorbed during journeys around Rome, Florence and Siena in 1503. Still in loco, the predella is made up of two parts, transferred to a single canvas, later divided and framed by plates. The sea scenes recall three episodes from the Childhood of Christ – the  Annunciation, the Adoration of the Magi and the Presentation in the Temple – and are placed in accordance with a rhythmical sequence conventional in Umbria, but the contrast between the luminous background perspective and the solid monumentality of certain characters indicate the path towards a new language the young painter was consolidating through  diversified experience,  based on complex culture.  The model is Perugino’s Fano Altarpiece Predella and similar works, so much so that Vasari commented: “It is very notable that Raphael, studying the manner of Pietro, imitate it in every aspect so closely that his copies could not be distinguished from the master’s originals... As is openly demonstrated again by some figures in San Francesco di Perugia, whom he worked on in an oil panel for Madonna Madalena degli Oddi .... At the foot of the panel, in a predella of small figures divided into three stories, there is the Angel’s Annunciation to Our Lady, when the Magi adore Christ, and when He is in the Temple in Simeone’s arms: this work was certainly made with some diligence; and anyone lacking the manner would be firmly convinced that it was by Pietro’s hand, where it is doubtlessly Raphael’s”. 

Text by Giovanna Lazzi