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San Matteo e l'angeloSt Matthew and the Angel
Michelangelo Merisi da CaravaggioMichelangelo Merisi da Caravaggio
Chiesa di San Luigi dei Francesi - cappella ContarelliChurch of San Luigi dei Francesi - Contarelli Chapel, RomaRome, ItaliaItaly
olio su telaoil on canvas, 292 x 186 cm., anno 1602


Caravaggio aveva ricevuto la commissione per la tela raffigurante San Matteo e l’Angelo per la Cappella Contarelli il 7 febbraio 1602 perché l’opera originariamente prevista per l’altare: una scultura del fiammingo Jacob Cobaert era stata un clamoroso insuccesso. Il contratto prevedeva che i materiali venissero forniti dal pittore a esclusione del colore “azzurro oltremarino”. Il lavoro doveva essere consegnato il 23 maggio, con tempi veramente proibitivi. Neanche questa prima versione del dipinto, realizzata dal Caravaggio, - non sappiamo il perché - fu accettata e finì nella collezione del Marchese Vincenzo Giustiniani. In seguito al rifiuto, Caravaggio realizzò una seconda versione enfatizzando gli aspetti più solenni della scena: il Santo è un dotto e non un contadino come in quella precedente, con il ginocchio poggiato su uno sgabello e la penna in mano, non più con le gambe accavallate. Lo sguardo è rivolto all’angelo alla ricerca dell’ispirazione divina. L’atto di contare sulle dite allude all’inizio del Vangelo di Matteo, in cui vengono enumerate le tappe della discendenza di Abramo. Lo sgabello su cui poggia il ginocchio del Santo è in bilico nel vuoto: questo è un artificio che Caravaggio usa spesso per annullare la barriera tra spazio reale e spazio dipinto e per coinvolgere emotivamente lo spettatore. Nella Cappella Contarelli sono presenti altri due quadri che Caravaggio esegui precedentemente raffiguranti scene della vita del Santo: la Vocazione ed il Martirio.

Caravaggio was commissioned for the canvas portraying Saint Matthew and the Angel for Contarelli Chapel on 7 February 1602. The work originally designed for the altar, a sculpture by the Flemish Jacob Cobaert, was a resounding failure. The contract provided that the materials were supplied by the painter, except for the ultramarine blue. The work was to be consigned on 23 May, a truly prohibitive deadline. We do not know why, but this picture was also rejected, and ended up in the collection of Marchese Vincenzo Giustiniani.
Following the refusal, Caravaggio made a second version, the one in the chapel, emphasizing the more solemn aspects of the scene: the saint is a scholar, no longer a farmer as in the previous one; his knee rests on a stool and he holds a pen, his legs are no longer crossed. He looks towards the angel in search of divine inspiration. The act of counting on his fingers alludes to the start of the Gospel of Saint Matthew, enumerating the steps in the descendance of Abraham. The stool on which the saint’s knee rests is hanging in the air: Caravaggio often uses this artifice to remove the barrier between real space and painted space and involve the viewer emotionally. Contarelli Chapel
 holds two other pantings, which Caravaggio made previously, portraying scenes in the saint’s life: the Calling and the Martyrdom.