Il dipinto, trasportato da tavola su tela, benché ancora intriso di cultura verrocchiesca, ottiene pronta fortuna, stando alle numerose varianti di ambito fiorentino censite fino a oggi. Il British Museum (Londra) conserva un elaborato grafico dell’opera, giudicato rilevante tessera per la messa a fuoco dello svolgimento relativo alla tradizione del disegno toscano. L’impianto compositivo è riadoperato nella figura della Vergine dell’Adorazione dei Magi (Uffizi), alla quale preludono anche le declinazioni chiaroscurali. Recenti indagini riflettografiche consentono di stabilire come la bifora in fondo a destra accogliesse uno squarcio di paesaggio: il quadro non venne dunque licenziato secondo le originarie intenzioni di Leonardo. I motivi di una simile rimozione permangono oscuri.
Testo di Maria Teresa Tancredi
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APPROFONDIMENTO
La tavola prende il nome dalla moglie del celebre architetto russo Marjia Aleksandrovna Benois, che l'aveva ricevuta come dono di nozze dal padre nel 1880. Precedentemente l’opera era appartenuta al generale Alexej Ivanovic Korsakov. La “Madonna Benois" entrò nelle collezioni dell'Ermitage nel 1914 anche grazie alla sensibilità della proprietaria, che desiderava non uscisse dalla Russia e accettò un'offerta economica relativamente modesta.
Seduta nell'oscurità di una stanza, ma fasciata dalla luce che entra da una bifora, sullo sfondo di un paesaggio ora mancante ma rivelato da recenti indagini riflettografiche, Maria giovanissima e ridente osserva il bimbo paffuto che tiene sulle ginocchia mentre tenta di afferrare il fiorellino che la mamma gli porge. La gestualità delle mani che si intrecciano accentua il senso di intima familiarità e il rapporto naturalmente tenero tra madre e figlio, impegnati in un gioco sereno non turbato dall'accenno simbolico recato dal fiore, una crocifera, con quattro petali ben separati, allegoria della crocifissione. La Madonna fanciulla indossa una veste sciolta e semplice con una concessione alla moda nei tagli delle maniche che lasciano uscire gli sboffi della camicia e nell'acconciatura elaborata, di trecce attorte, memore di alcuni splendidi ritratti fiorentini.
La Madonna Benois, di cui si conservano prove grafiche al British Museum, venne realizzata da Leonardo poco più che ventenne, quando ancora lavorava nella bottega del Verrocchio ma conobbe subito una vasta fortuna, stando alle numerose varianti di ambito fiorentino censite fino a oggi.
Testo di Giovanna Lazzi
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The painting, transferred from panel to canvas, although still steeped in Verrocchio’s style, achieved immediate success, as shown by the numerous Florentine variants recorded to date. The British Museum preserves a detailed drawing related to the work, considered an important element in clarifying developments within the Tuscan drawing tradition. The compositional scheme is reused for the figure of the Virgin in the Uffizi Adoration of the Magi, which is also foreshadowed by the chiaroscuro modelling. Recent reflectographic investigations have established that the two-light window at the back right originally opened onto a glimpse of landscape: the painting was therefore not completed according to Leonardo’s original intentions. The reasons for this removal remain obscure.
Text by Maria Teresa Tancredi
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The panel is named after Marija Aleksandrovna Benois, the wife of the famous St Petersburg architect, who received it as a wedding gift from her father in 1880. It had previously belonged to General Alexei Ivanovich Korsakov. The Benois Madonna entered the Hermitage collection in 1914, thanks in part to the sensitivity of its owner, who wished to keep it in Russia and accepted a relatively modest financial offer.
Seated in the darkness of a room but enveloped in the light entering through a two-light window, against a landscape that is now missing but was revealed by recent reflectographic investigations, the young, smiling Mary watches the plump Child on her lap as he tries to grasp the little flower she holds out to him. The gestures of their intertwined hands accentuate the sense of intimacy and the naturally tender relationship between mother and child, engrossed in a peaceful game undisturbed by the symbolic meaning of the flower. A cruciferous flower with four clearly separated petals, it is an allegory of the Crucifixion. The youthful Madonna wears a loose, simple dress, with a concession to fashion in the cut of the sleeves, which allows the puffs of her undergarment to emerge, and in her elaborate hairstyle of twisted braids, recalling several magnificent Florentine portraits.
The British Museum preserves graphic studies for the Benois Madonna, which Leonardo painted when he was just over twenty and still working in Verrocchio’s workshop. The numerous Florentine variants recorded to date demonstrate that it achieved immediate success.
Text by Giovanna Lazzi
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