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Ritratto di ignoto marinaioUnknown Sailor
Antonello da MessinaAntonello da MessinaAntonello de Messine
Museo MandraliscaMandralisca MuseumMusée Mandralisca, CefalùCefalùCefalù, ItaliaItalyItalie
Olio su tavolaOil on panel, 31 x 25 cm., year 1465-76

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Il dipinto è considerato il ritratto più antico di Antonello da Messina ed il solo, tra quelli attribuitigli, conservato in Sicilia (Cefalù, Museo della Fondazione Mondralisca), sua terra d’origine. L’opera ritrae forse le incognite sembianze di un fiero e ironico barone del luogo, restituite in termini di acuta verità fisionomica. Il maestro è infatti un eccelso innovatore di tale genere pittorico e si ispira ai modelli della ritrattistica fiamminga di Petrus Christus, conosciuti a Napoli negli anni della formazione presso il pittore locale Colatonio. Nella città partenopea la cultura figurativa d’Oltralpe è mediata anche da maestri provenzali e borgognoni che gravitano intorno alla corte del re Alfonso I d’Aragona. Grazie a questi influssi, Antonello conferisce naturalezza all’immagine, come si coglie osservandone gli occhi vivaci, la barba, le rughe d’espressione. L’effigie è pertanto costruita attraverso una superba indagine analitica e una marcata penetrazione psicologica, impiegando un fascio di luce radente che fa emergere la figura plasticamente – alla stregua di un solido – dal cupo fondo nero. Il ritratto assume così un’inedita monumentalità, frutto di contatti decisivi con Piero della Francesca, “punto di riferimento risolutivo della posizione culturale di Antonello” 

 Testo di Ferdiando Bologna

©Tutti i diritti riservati

The painting is considered Antonello da Messina’s oldest portrait and the only one of those attributed to him kept in Sicily (Cefalù, Museo della Fondazione Mondralisca), his land of origin. The work may depict the unknown appearance of a proud, ironic baron on the area, shown in terms of acute physiognomic truth. The master is an outstanding innovator in this pictorial genre and inspired by models from Petrus Christus’ Flemish portraiture, known at Naples in his formation years with the local painter Colatonio. In the Parthenope city, the graphic culture of Oltrape was also mediated by the provincial and Burgundy masters gravitating around the court of King Alfonso I of Aragon. By virtue of these influences, Antonello makes the image natural, as one grasps observing his lively eyes, beard and wrinkles of expression. The picture is, then, formed through superb analytical investigation and marked psychological penetration, using a ray of cutting light that plastically, almost solidly, brings out the figure from the murky black background. The portrait thus takes on a new monumentality, fruit of decisive contact with Piero della Francesca, “a reference point resolving Antonello’s cultural position” 

Text by Ferdiando Bologna 

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